“Imparando a scoprire e valorizzare
la nostra ordinarietà,
noi alimentiamo un atteggiamento amichevole
verso noi stessi e verso il mondo,
che è l’essenza di uno spirito sano“.
Thomas Moore (1779 – 1852).
In altre parole: ricetta infallibile per essere sempre scontenti di sé e del mondo è credersi in qualche modo speciali.
Proprio questo è uno dei più bei regali della vita, quando si passa la quarantina: a meno di qualche patologia nevrotica, si raggiunge – tutti quanti – l’evidenza di essere persone normalissime.
Ed è proprio allora che comincia la riconciliazione con se stessi e con il mondo intero: inizia come un armistizio, poi pian piano cresce la pace, e a sua volta questa diventa una cordiale amicizia.
Lo dice anche Mike Scott in una deliziosa piccola canzone:
I’m learning to love him
to love and forgive
I’m learning to trust him
to let the man live
I’m learning to see him
to see who he isI’m learning to love
the beauty he is
I’m learning to hold
his life in my hands
I’m learning to love
me just as I amSto imparando ad amarlo, ad amare e perdonare
Sto imparando a fidarmi di lui, a lasciarlo vivere
Sto imparando a vederlo, a vedere chi è
Sto imparando ad amare la sua bellezza
Sto imparando a tenere la sua vita nelle mie mani
Sto imparando ad amare me così come sono
Potete ascoltare la canzone qui. La citazione di Moore l’ho trovata qui. La foto in basso è di Lewis W. Hine.





























Tanta saggezza è già stata seminata, è bello ricordarsene.