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Il giardiniere di Dio

Giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 18.00, presso l’Auditorium Giovanni Paolo II dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum a Roma, si terrà l’anteprima del film per la tv “The Gardener of God” (la storia di Gregor Mendel), scritto e diretto dalla regista Liana Marabini, con Christopher Lambert, Maria Pia Ruspoli e Anja Kruse.

Gregor Mendel (1822-1884)

Image via Wikipedia

Il film, girato in Piemonte e a Salzburg, in Austria, racconta la straordinaria scoperta di Gregor Mendel, padre della moderna genetica e prete cattolico vissuto nella metà dell’Ottocento, interpretato magistralmente da Christopher Lambert.

“The Gardener of God” è il primo film su Gregor Mendel e rappresenta un affettuoso omaggio ad uno scienziato cattolico schivo e riservato che, con la sua rivoluzionaria scoperta delle leggi dell’ereditarietà, cambierà il destino del mondo.

L’anteprima del film sarà preceduta da un punto stampa tenuto dalla regista Liana Marabini, produttrice cinematografica e presidente di “Mirable Dictu – International Catholic Film Festival” specializzata nella storia della Chiesa che, dopo il successo del film “Vivaldi”, affronta il tema della Fede che non ostacola la Scienza, bensì la incoraggia. (Al punto stampa saranno altresì presenti gli attori protagonisti Christopher Lambert, Maria Pia Ruspoli e Anja Kruse).

via The Gardener of God | raivaticano.

Pioggia di battesimi


Durante le celebrazioni pasquali di oggi, in Italia sono stati battezzati migliaia di adulti. In Francia 3’000 adulti e 100 adolescenti. In Cina 13’000. Negli Stati Uniti più di 60’000 (e includendo le conversioni da persone già battezzate in altre confessioni cristiane, si raggiungono i 150’000). Nella sola diocesi di Saigon, in Vietnam, i nuovi battezzati adulti sono 2’000.

E non deve forse la Chiesa, per così dire, camminare sempre sul mare, attraverso il fuoco e il freddo? Umanamente parlando, essa dovrebbe affondare. Ma, mentre cammina ancora in mezzo a questo Mar Rosso, essa canta – intona il canto di lode dei giusti: il canto di Mosè e dell’Agnello, in cui s’accordano l’Antica e la Nuova Alleanza. Mentre, tutto sommato, dovrebbe affondare, la Chiesa canta il canto di ringraziamento dei salvati. Essa sta sulle acque di morte della storia e tuttavia è già risorta. Cantando essa si aggrappa alla mano del Signore, che la tiene al di sopra delle acque. Ed essa sa che con ciò è sollevata fuori dalla forza di gravità della morte e del male – una forza dalla quale altrimenti non ci sarebbe via di scampo – sollevata e attirata dentro la nuova forza di gravità di Dio, della verità e dell’amore. Al momento si trova ancora tra i due campi gravitazionali. Ma da quando Cristo è risorto, la gravitazione dell’amore è più forte di quella dell’odio; la forza di gravità della vita è più forte di quella della morte. Non è forse questa veramente la situazione della Chiesa di tutti i tempi? Sempre c’è l’impressione che essa debba affondare, e sempre è già salvata. San Paolo ha illustrato questa situazione con le parole: “Siamo … come moribondi, e invece viviamo”, (2 Cor 6, 9). La mano salvifica del Signore ci sorregge, e così possiamo cantare già ora il canto dei salvati, il canto nuovo dei risorti: alleluia! Amen. (Benedetto XVI, omelia della Veglia Pasquale, 11 aprile 2009)

immagine: Masaccio, san Pietro battezza i catecumeni, Firenze

Il Vaticano parla (anche) cinese

VIS-Press releases (trovato grazie ad American Papist):
CITTA’ DEL VATICANO, 16 MAR. 2009 (VIS). Un Comunicato della Sala stampa della Santa Sede annuncia: “In occasione della Solennità di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria e Patrono della Chiesa Universale, il sito web ufficiale della Santa Sede si arricchirà grazie all’introduzione di una nuova sezione in lingua cinese”.

La lingua cinese “rappresenta l’ottava lingua – dopo l’italiano, l’inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco, il portoghese e il latino – ad essere inserita nel www.vatican.va“.

“Grazie al nuovo servizio, gli internauti di tutto il mondo potranno navigare in cinese per accedere ai testi di Sua Santità Benedetto XVI presentati nei caratteri cinesi sia tradizionali sia semplificati”.

Un’ottima ragione per non mantenere una promessa

…è che qualcuno abbia già fatto – mooooolto meglio di me! – quello che io avrei voluto fare, e che a questo punto mi guarderò bene dal fare!

Avevo promesso, infatti, a FigliolProdigo (un commentatore in un post di qualche giorno fa, con cui ho intessuto uno scambio di opinioni sull’evoluzione) che avrei raccolto in un sito web a parte una raccolta di testi di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e di autorità delle gerarchie cattoliche in merito a questo (darwinismo e dintorni) e ad altri temi “caldi” nei rapporti fra scienza e fede.

E in effetti avevo anche cominciato a lavorarci su, fra una verifica da correggere e un risotto da cucinare… non so se riuscite ad immaginare la titanicità dell’impresa… ma del resto “delirio di onnipotenza” è il mio secondo nome! :o )

Ebbene, scopro ora – grazie ad un link nell’articolo di Mario Gargantini sul “Sussidiario”, che ho riportato ieri – che il Pontificio Consiglio per la Cultura ha messo online una buona parte del proprio ponderoso Archivio, raggiungibile dalla homepage del prestigioso progetto STOQ. Più di quanto avrei mai potuto sognare!

Fra l’altro, il che non guasta, il look è in perfetto stile web2.0! Ecco qui:

Buona esplorazione!

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Il Natale di Namrata


da AsiaNews -Namrata Nayak è una piccola Dalit di 10 anni, del villaggio di Sahi Panchayat, vicino a Raikia (distretto di Kandhamal, Orissa). Tre mesi fa, allo scoppio delle violenze contro i cristiani, la piccola è stata sfigurata in volto da una bomba lanciata dagli estremisti indù. Dopo 45 giorni di ospedale, la piccola è guarita e ora saltella felice. “Natale è gioia e pace” racconta Namrata, “e io sono così felice qui: tante persone che si prendono cura di noi; tanti che pregano per noi e per la pace e la giustizia a Kandhamal…”. Namrata, insieme a sua mamma Sudhamani e altre 20 persone sono giunte a Bangalore dai campi di rifugio dell’Orissa grazie all’impegno del Global Council of Indian Christians.
La piccola è stata sfigurata il 26 agosto. Quando è arrivata all’ospedale di Berahampur aveva ustioni al 40% del corpo. Ora è praticamente guarita. “Per me – dice Namrita ad AsiaNewsNatale è un tempo per ringraziare Gesù Bambino che mi ha salvata dal fuoco ed ha salvato la mia faccia, che era sfigurata e ferita. Sono una delle poche fortunate che è sfuggita alla morte, anche se ho dovuto passare un lungo periodo in ospedale. Mi sento molto amata dalla gente dell’India e da tanti nel mondo che hanno visto la mia foto e hanno pregato per me.
A Kandhamal c’è tanto dolore e sofferenza e non so per quanto tempo le Forze speciali ci proteggeranno. Ma Natale è un tempo di gratitudine. Temo che la mia gente sarà ancora attaccata, ma questa è la nostra vita. Se Dio ha salvato me, potrà salvare anche altri cristiani.
I radicali indù hanno promesso di organizzare ancora uno sciopero il giorno di Natale se non verranno arrestati i responsabili dell’uccisione di Swami Laxamananda Saraswati, il leader indù, dal cui assassinio ha preso il via il pogrom contro i cristiani lo scorso 23 agosto. Le Chiese temono che i raduni dei radicali indù possano sfociare ancora una volta in violenze incontrollate. “Natale è anche tempo di perdono – afferma Namrata – e noi perdoniamo i radicali indù che ci hanno attaccato, hanno bruciato le nostre case. Erano persone fuori di sé, che non conoscono l’amore di Gesù. Per questo ora voglio studiare con molto impegno perché quando sarò grande voglio raccontare a tutti quanto Gesù ci ama. Questo è il mio futuro. Il mondo ha visto la mia faccia distrutta dal fuoco, ora deve conoscere il mio sorriso pieno di amore e di pace. Voglio dedicare la mia vita a diffondere il Vangelo”.
I genitori di Namrata (Akhaya Kumar , 45 anni e la signora Sudhamani, 38) sono braccianti agricoli a giornata. Le 3 figlie e un figlio sono studenti. Per aiutare i magri introiti della famiglia, la figlia più grande, Trusita (18 anni), lavora anche come domestica nella casa di un indù convertito, il sig. Harihar Das. Quando sono scoppiate le violenze contro i cristiani, Akhaya e Sudhamani sono fuggiti nella foresta; mandando le figli a nascondersi nella casa di Harihar Das.
La notte del 26 agosto, i radicali indù sono entrati nella sua casa e hanno distrutto la porta, distruggendo e bruciando ogni cosa. La famiglia di Harihar Das, Namrata e le sorelle si sono nascoste in una piccola toeletta. Prima di andare via, i fanatici indù hanno lasciato una bomba in un armadio. Tornata la calma, tutti i superstiti sono usciti, ma la piccola Namrata, per curiosità è rimasta nella casa a guardare i danni. La bomba è scoppiata bruciando il volto della piccola, mentre alcune schegge l’hanno ferita alla faccia, alle mani e alla schiena.
Sudhamani continua il racconto: “L’indomani io e mio marito siamo usciti dalla foresta correndo verso la casa di Harihar. Vedendo tutto bruciato abbiamo temuto che tutti fossero periti nelle fiamme. Invece, grazie a Dio, tutti erano salvi. Solo la mia bambina aveva subito delle ustioni. Ma Gesù ha preso cura di lei. L’abbiamo portata all’ospedale di Berhampur ancora incosciente e tutta ferita. Ma dopo 45 giorni di cure, ora sta bene”.
La mia speranza – confessa ad AsiaNewsè che possiamo avere ancora un futuro a Raikia. Noi non possediamo nulla e potremmo anche emigrare, ma a Sahi Panchayat abbiamo qualche parente, i nostri vicini. Se andiamo via di qui saremo dei vagabondi.
Natale porta speranza. La speranza è la nostra unica ricchezza ora: eravamo poveri e ora è stato distrutto anche quel poco che avevamo… Ma Natale significa che Cristo nasce e ogni nascita significa una nuova vita. Gesù è disceso dal cielo per salvarci da questa miseria, da questo dolore, dall’abbandono e dalla nostro essere senza tetto. Il suo potere ci riempie di speranza, di amore e di perdono”.

Visualizzazione ingrandita della mappa

Ho contattato AsiaNews chiedendo se fosse possibile organizzare una raccolta di fondi per questi cristiani esemplari. Mi ha risposto padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews, con una gentilissima email. Se volete aiutare la famiglia di Namrata (magari destinandole una piccola parte del nostro budget per i regali natalizi…) è possibile farlo tramite il sito di AsiaNews, nella pagina destinata alla donazioni, indicando come causale nelle “note” le parole: ”India, Orissa, Namrata“.

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