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Quattro pezzi più due

Per aiutarci a capire cosa sta accadendo realmente a proposito degli attacchi alla Chiesa e al Papa, ho trovato utilissimi quattro articoli di Massimo Introvigne, comparsi sul suo sito.

Il primo identifica le attuali campagne come una classica applicazione del metodo del cosiddetto “panico morale”, funzionale ad obiettivi poco chiari:

La discussione attuale sui preti pedofili – considerata dal punto di vista del sociologo – rappresenta un esempio tipico di “panico morale”. [...] I panici morali sono stati definiti come problemi socialmente costruiti caratterizzati da una amplificazione sistematica dei dati reali, sia nella rappresentazione mediatica sia nella discussione politica. [...]

In primo luogo, problemi sociali che esistono da decenni sono ricostruiti nelle narrative mediatiche e politiche come “nuovi”, o come oggetto di una presunta e drammatica crescita recente. In secondo luogo, la loro incidenza è esagerata da statistiche folkloriche che, benché non confermate da studi accademici, sono ripetute da un mezzo di comunicazione all’altro e possono ispirare campagne mediatiche persistenti. Leggi l’articolo completo

L’ipocrisia

L’Europa che apostata ogni giorno, deve farlo trovando nobili giustificazioni, dandosi un tono. L’Europa che massacra i suoi figli nell’utero materno, a milioni; che distrugge i bambini già nati combattendo ogni giorno la famiglia (quintuplicati i divorzi, nella mia regione, in trent’anni); l’Europa che sperimenta sugli embrioni, che commercia ovuli e spermatozoi come fossero caramelle, che tenta di clonare l’uomo massacrando centinaia di esseri umani allo stato iniziale, che ingravida le donne single e le coppie omosessuali, negando ai figli che nasceranno il padre o la madre… L’Europa, l’occidente, che permettono le mamme-nonne, che fanno nascere figli già orfani con la fecondazione post mortem, che congelano gli embrioni sotto azoto liquido e che infangano la vita di milioni di ragazzi col sesso precoce, la pornografia, lo scandalo continuo; l’occidente “no child”, che predica la “crescita zero” per non inquinare; che “aiuta” i paesi poveri coi preservativi e l’aborto; che vede crescere ogni giorno il ricorso alla sterilizzazione, gli alberghi e i luoghi di villeggiatura dove sono verboten i bambini; l’Europa che apre all’eutanasia dei fanciulli malati e che anestetizza e lobotomizza i suoi figli con la Tv, il tempo pieno, la realtà virtuale, svariati impegni extrafamiliari e mille altri sotterfugi per non avere impicci…

Ebbene questa Europa nemica dei bambini, bambino-fobica, handi-fobica, famiglio-fobica, finge di battersi in difesa dei più piccoli, se questa battaglia può servire a infangare la chiesa nel suo complesso, come istituzione, come storia, come tutto. Finge di farlo, e con grande e prolungato clamore, salvo poi tacere sui milioni di europei (di cui circa centomila italiani) che praticano turismo sessuale a danno di bambini asiatici, latini o africani; sui quarantuno mila casi di violenze sui minori che vengono registrati ogni anno in Italia secondo una ricerca presentata allo Iulm di Milano nel 2007; sul boom di pedopornografia che invade la rete ogni giorno di più, senza quasi nessuno che la ostacoli.

Leggi il resto dell’articolo qui:  Perché la battaglia contro i preti pedofili è una battaglia per eliminare il cristianesimo – [ Il Foglio.it › La giornata ].

photo by Brett L. on Flickr

"Non lo sapevo"

dall’ultimo (ahimè) post: Au revoir, mes amis“, nel blog The Dawn Patrol

La scorsa settimana, alla conferenza di apologetica cattolica presso l’Envoy Institute, sono stata avvicinata da un giovanotto che mi ha detto di essere cresciuto in una famiglia cattolica, ma che ora frequentava una chiesa protestante. Mi ha detto che le sensazioni che provava durante il culto protestante erano più forti di qualsiasi cosa avesse mai avvertito durante una Messa cattolica.
“Ma lei si rende conto,” gli ho detto, ” che in una Messa cattolica, Gesù è realmente e veramente presente sull’altare?”
Mi aspettavo che ribattesse qualcosa del tipo “E’ presente nella mia chiesa tanto quanto lo è nella Messa”.
Ma non mi ha risposto così. Mi ha guardato con semplicità e ha detto: “No, non lo sapevo”.
Allora gli ho detto quel che potevo, e l’ho invitato a chiedere a uno dei sacerdoti presenti cosa avviene realmente durante una Messa. Ed effettivamente se n’è andato a parlare con un prete che era lì: e ci ha parlato per nove ore circa, mi hanno detto, grazie a Dio.

La gioia

I paragrafi che seguono appartengono alla parte conclusiva dell’esortazione apostolica Gaudete in Domino, di papa Paolo VI, scritta per l’anno santo del 1975. L’ho riscoperta grazie a quest’articolo di Giampaolo Cottini, che è stato mio insegnante di liceo: un uomo di profonda pace, intelligente e buono, a cui sono molto grata.

La gioia di essere cristiano, strettamente unito alla Chiesa, «nel Cristo», in stato di grazia con Dio, è davvero capace di riempire il cuore dell’uomo. Non è forse questa esultanza profonda che dà un accento sconvolgente al Mémorial di Pascal: «Gioia, gioia, gioia, pianti di gioia»? E vicinissimi a noi, quanti scrittori sanno esprimere in una forma nuova – pensiamo per esempio a Georges Bernanos – questa gioia evangelica degli umili, che traspare dappertutto in un mondo che parla del silenzio di Dio! La gioia nasce sempre da un certo sguardo sull’uomo e su Dio: Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce (Lc 11, 34). Leggi l’articolo completo

Fantasia di Dio

Quando penso allo Spirito Santo, e alla Pentecoste, la prima cosa che mi viene in mente è: ricchezza, pienezza, abbondanza. Lo Spirito Santo è Amore fatto fantasia! Non si lascia imbrigliare da tempi e luoghi, schemi e definizioni: soffia dove vuole, e dà la vita, incontenibilmente. Celebrare la Pentecoste è anche rendere grazie alla meravigliosa libertà che fa della Chiesa una sinfonia di spiriti tutti diversi (persone, famiglie, movimenti, istituzioni): e ciascuno è Chiesa, ma nessuno – da solo – è tutta la Chiesa, “quella vera”, il Corpo di Cristo! Ut unum sint!

dal post In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas, nel blog Senza peli sulla lingua:

Nella Chiesa d’oggi c’è una grande ricchezza: quante diverse realtà, quanti movimenti, quante esperienze spirituali! È qualcosa di cui dobbiamo rendere grazie al Signore.

Ma il problema è che spesso ciascuno pensa che la propria esperienza sia esclusiva, l’unico modo autentico di vivere il cristianesimo. Che presunzione!

Nella Chiesa c’è spazio per tutti: il mistero di Cristo è cosí vasto che non possiamo pretendere di esaurirlo con la nostra piccola esperienza. Ciascuno di noi ha il suo carisma, con cui mette in luce e si sforza di vivere un aspetto di questo mistero inesauribile, lasciando agli altri di evidenziarne altri aspetti.

L’umiltà, ci ricorda il Santo Padre, è alla base di ogni autentica esperienza cristiana: chi sono io per atteggiarmi a giudice degli altri? Io ho ricevuto un dono e mi sforzerò di viverlo come meglio posso; rispetterò gli altri, anzi renderò grazie al Signore, perché sono diversi da me.

Ciò che importa è che siamo tutti uniti nella stessa fede: In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas.

[nella foto: Carlo Urbino, La discesa dello Spirito Santo sui dodici apostoli. Cupola della Cappella di San Giuseppe (sec. XVII) nella chiesa di San Marco a Milano. Foto di Giovanni Dall'Orto, 14-4-2007. Immagine Wikimedia commons, ritagliata]