Archivi delle etichette: Cina

Violenza preistorica e pixel

da Boston.com, The Big Picture: Un uomo cinese Han brandisce una mazza chiodata e prende foto col proprio cellulare mentre si unisce a una folla di cinesi Han all’assalto di proprietà degli Iuguri, a Urumqui, Cina, martedì 7 luglio 2009. (AP Photo/Ng Han Guan).

A panoramic view of Ürümqi's city center taken...

Nella stessa pagina numerose altre foto, alcune delle quali crude (oscurate: visibili solo a chi vuole. Un apprezzabile atto di rispetto), dei disordini fra Han e Iuguri.

Qui l’aggiornamento di AsiaNews sugli scontri:

Quello che è stato definito lo scontro più violento negli ultimi 20 anni, sembrava limitarsi a un conflitto fra gli uiguri – emarginati da decenni dalla vita politica ed economica dello Xinjiang – e lo Stato. Ieri invece, con le manifestazioni dei cinesi han, è emerso il pericolo di scontri interetnici che rischiano di far saltare la convivenza fra minoranze e cinesi han di tutta la Cina, in cui lo Stato si mostra incapace di mantenere l’ordine e garantire la sicurezza.
A causa di ciò, il presidente Hu Jintao, in Italia per partecipare al G8, ha ridotto la sua visita e nella notte è partito dall’aeroporto di Pisa per raggiungere Pechino in mattinata.

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Il segno della Croce

ChinaImage via Wikipedia

Anche negli anni in cui era severamente proibito qualsiasi segno religioso, io non ho mai rinunciato, in mezzo ai prigionieri, a fare il segno della Croce.

Avevo paura di dimenticare che tutto mi veniva dalle Sue mani, che tutto era segno di amore, che tutto mi era donato perché io divenissi una persona che sa amare.

Temevo di finire col pensare che c’è qualcosa di cui posso non dire grazie anzitutto al Signore, di finire col vergognarmi di Lui, di ritenere qualcuno o qualcosa più forte di Lui.

Quel ‘segno’ mi è costato innumerevoli punizioni… Ma io dovevo salvare la mia dignità di credente, per non trovarmi senza forza.

Leggi il resto della splendida testimonianza di P. Francesco Tan Tiande, recentemente scomparso, in Asia News.

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Trentadue milioni di ragazze cercansi

It’s Raining Men: The Glut of Males in China – Il British Medical Journal ha pubblicato una ricerca da cui risulta che in Cina vi sono 32 milioni di maschi sotto i vent’anni in più rispetto alle femmine. Quest’enorme divario è dovuto alla preferenza dei Cinesi per i figli maschi, e all’aborto selettivo dei feti di sesso femminile sotto la legge cinese del figlio unico. Secondo lo studio, “per i prossimi vent’anni, in Cina ci sarà un numero progressivamente maggiore di maschi in età riproduttiva rispetto alle femmine”.


foto da Flickr

Poesia dalla Cina del passato

Vi segnalo il bellissimo articolo di padre Antonio Spadaro, S.I., su “La Civiltà Cattolica”, ripreso da Zenit, sulla poesia cinese. E ve ne regalo una:

Fruscio di lieve brezza tra giunchi e erbe palustri,
apro la porta a vedere se piove, il lago colmo di luna,
battellieri e uccelli acquatici fanno gli stessi sogni,
grossi pesci spauriti fuggono come volpi.
A notte fonda uomini e cose si ignorano,
io, solo, corpo e ombra ci divertiamo insieme.
L’ondata notturna traccia sulle sponde sinuosi lombrichi,
la luna tramonta appesa ai salici, lucente ragnatela.
Rapido il tempo della vita tra le diuturne cure,
quanto fuggevoli, i momenti sereni!
Canto di galli, suono di campane, cento uccelli in volo,
rulla il tamburo a prua ed è tutto un vociare.

 Svegliandomi di notte sul battello, di Su Tung-p’o (1037 circa-1101 d.C.)

La sfida di Jim Caviezel

Nell’antica Grecia avevano il pallino del kalòs kai agathòs: secondo loro l’uomo ideale doveva essere sia bello che buono (coraggioso, valoroso, virtuoso). Le signore ateniesi di allora avrebbero quindi trovato irresistibile quest’attore americano, definito da una blogger the ideal pin-up of every catholic woman.
Infatti questo dream man, protagonista de La Passione di Cristo di Mel Gibson e coprotagonista di La sottile linea rossa di Terrence Malick (forse il più bel film sulla guerra che sia mai stato fatto, ve lo consiglio!), è anche un grand’uomo. Agathòs, decisamente. La storia che vi racconto viene da qui e qui.
Il nostro bel Jim è un fervente cattolico, e un giorno sta discutendo con un suo amico, sostenitore del diritto all’aborto, cercando in tutti i modi di fargli cambiare idea. Questo, messo alle strette, butta lì la sfida: “Il giorno che tu e tua moglie adotterete un bambino disabile, io smetterò di essere abortista”.
Jim lo prende sul serio, e prenota un viaggio in Cina con la moglie Kerri. (Più tardi racconterà di essere stato “assolutamente terrorizzato” all’idea di adottare un bambino disabile, ma che nello stesso tempo sentiva che Dio voleva questo da lui.) Visitano un brefotrofio, in cui ai bimbi abbandonati viene detto che loro non sono nati da una madre, ma dalla polvere della terra. Lì incontrano il piccolo Bo, di cinque anni, abbandonato da neonato su un treno, ammalato di tumore al cervello. E’ chiaro che in quella situazione non ha la minima chance di sopravvivere. Allora Jim e Kerri lo adottano, se lo portano a casa, affrontano con lui interventi e cure.
Dopo un po’ di tempo Jim e Kerri tornano in Cina cercando un altro bambino da adottare. Viene loro proposta l’adozione di una neonata sana, ma s’imbattono in un’altra bimba, di cinque anni, anche lei con un tumore al cervello. Pensano: “Questa non ha nessuna possibilità di essere adottata da qualche altra coppia”. E anche lei diventa loro figlia.
Piccolo corollario alla storia: l’amico che lanciò la sfida si è comunque rifiutato di cambiare idea, anche dopo le due adozioni! E’ sorprendente che il Signore si sia servito di questo simpatico mascalzone per portare Jim e sua moglie a queste scelte. Jim osserva: You have no idea the blessings you have coming to you if you take a chance on faith, “Non si ha l’idea delle benedizioni che si ricevono quando si accetta un rischio per fede”.