Noi siamo sempre troppo insicuri, arrabbiati, stanchi, depressi, tristi, precari, non perchè siamo più o meno sfortunati degli altri, ma perchè abbiamo posto le basi della nostra speranza e della nostra gioia su cose troppo precarie. Rivoluzionare le fondamenta significa cambiare tutta la stabilità esistenziale. Essere cristiani é una cosa che non puo’ avere a che fare con chi è distratto, irriflessivo, presuntuoso. Queste caratteristiche sono tipiche di chi ha posto in se stesso il proprio destino. Ma allo stesso tempo, il racconto delle torri e della guerra ci ricordano che dobbiamo avere sempre strategie umane molte pratiche. Cioé dobbiamo sempre fare i conti con cio’ che ci serve per arrivare al nostro obiettivo. Troppe volte noi facciamo dei propositi ma non facciamo nulla per pianificare una strategia per raggiungerli. E’ cosi’ anche per il cristianesimo: non si puo’ dire di credere in Lui senza riempire la nostra vita di tutti quei mattoni necessari per concludere la torre. Ecco perchè non è un optional pregare, o andare a messa, o confessarsi, o meditare la parola di Dio, o occuparsi di chi soffre. Tutte queste cose sono i materiali necessari per concludere qualcosa di buono per noi stessi, ma anche per tutti gli altri.
Purtroppo noi abbiamo ridotto la fede ad un hobby, e cio’ che ruota attorno ad essa a attrezzature per soli professionisti.
La fede non é un hobby del fine settimana. La fede é l’unica maniera che abbiamo per vivere una vita degna di questo nome. E Cristo ne è la Via…
E’ la conclusione di un bel pezzo di don Luigi Maria Epicoco sul Vangelo di domani (rito romano). Se vuoi leggerlo tutto lo trovi qui.






























