Archivi delle etichette: Opus Dei

La libertà dentro

La libertà è una cosa molto interiore. Dall’esterno ti possono anche bombardare ma è all’interno che puoi aprire la famosa porta. Non ricordo quale autore diceva che, se non apri tu dall’interno la porta, nessuno può farlo dall’esterno. Più passano gli anni, più profondo deve essere il modo di esercitare questa libertà. Perché non è scontato che una dica di sì una volta e automaticamente vada avanti. Io ogni giorno mi rendo conto che devo dire di sì in tante piccole cose, a tante piccole richieste. Ed è a Dio che dico di sì, non alla direttrice. Questo aiuta ad essere veramente liberi. Non so spiegarlo meglio, però quando sento dire «Sono stata costretta» o «non ho la libertà» dico «Scusami, vai all’essenziale: tu perché stai qua? Perché hai detto di sì?». Io voglio vivere lo spirito dell’Opus Dei perché sta lì la mia libertà, sta lì la mia gioia, sta lì il senso della mia vita. Non avrebbe senso stare nell’Opus Dei a spintoni. Se così fosse me ne andrei a godermi la vita da un’altra parte…

via Opus Dei – TESTIMONIANZE – “La mia vocazione”. [ Scarica il video ]

Una preghiera per pregare

Signore Mio e Dio mio,
credo fermamente che sei qui,
che mi vedi, che mi ascolti.
Ti adoro con profonda riverenza.
Ti chiedo perdono dei miei peccati
e grazie per fare con frutto questa orazione.
Madre mia Immacolata,
san Giuseppe, padre e signore mio,
Angelo mio custode,
intercedete per me.

E’ la preghiera che san Josemarìa Escrivà insegnò e consigliò ai suoi figli dell’Opus Dei per iniziare l’orazione mentale quotidiana. Non tutti la usano, e non sempre; ma al di là delle preferenze personali, bisogna dire che… funziona.  :)   Intendo dire che aiuta davvero ad “entrare” nello spirito di orazione. Vorrei fare qualche personalissima osservazione su alcune parole di questa preghiera. Leggi l’articolo completo

Roland Joffé prepara un film sui primi anni dell’Opus Dei


Opus Dei founder gets ‘The Mission’ treatment, in: America | The National Catholic Weekly, Posted at: 2009-06-08 17:48:23, Author: Austen Ivereigh

Ricordate The Mission, il grande film del 1986 sui Gesuiti del diciottesimo secolo nella giungla del Paraguay, con Robert de Niro e Jeremy Irons? Il regista inglese, Roland Joffé, sta preparando una nuova opera che si occupa di cattolicesimo, sui primi anni della vita dell’Opus Dei e il suo fondatore, san Josemaría Escrivá de Balaguer.

There be dragons beneficerà della collaborazione con l’Opus Dei, ma non è stata nè commissionata nè finanziata dall’istituzione. “I realizzatori del film ci hanno chiesto aiuto per raccogliere informazioni, e noi abbaim dato loro accesso alla documentazione. Questo è stato l’inizio e la fine della nostra collaborazione a questo film”, ha dichiarato un portavoce dell’Opus Dei.

Il film è una coproduzione di Argentina, Spagna e Stati Uniti, e le riprese inizieranno nei prossimi mesi presso Luján, Argentina, un luogo di pellegrinaggi mariani, per poi trasferirsi in Spagna. Il protagonista è un attore inglese, Charlie Cox, che interpreta un giornalista contemporaneo che visita il proprio padre, morente in Spagna, per riconciliarsi con lui. Per caso il giovane si trova a fare ricerche su uno dei vecchi amici del padre, un sacerdote, defunto, in fama di santità. L’azione si sviluppa poi durante la guerra civile spagnola, man mano che il giornalista esplora la complessa relazione di amicizia che legò i due uomini fin dall’infanzia.

“Un dramma di passione, tradimento, amore e fede”, recitano le note di produzione. “Una storia densa d’azione, ambientata un un periodo sanguinoso della storia, con insegnamenti utili per il presente, sull’importanza e la forza perenne del perdono”. (…)

Trovato qui (thanks!). L’aggiunta dei links e la traduzione sono miei.

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Udienza del Papa con l’UNIV 2009

Saint Josemaría Escrivá, the founder of Opus DeiSan Josemarìa Escrivà


Opus Dei – Benedetto XVI ha salutato i più di 4.000 universitari dell’UNIV durante l’udienza di mercoledì, che si è tenuta a Piazza San Pietro. Citando san Josemaría, li ha esortati a corrispondere al Signore nella loro vita quotidiana.

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Elementare, Watson!

Allora, ci sono questi affarini (widgets, in bloggherese stretto) che ti dicono quali ricerche di Google hanno fatto piovere sul tuo blog i più inopinati lettori. Il motivo per cui tutti i blogger che conosco ne vanno pazzi, di ‘sti affarini, è che a volte gli spunti sono proprio bizzarri e sorprendenti. E tante altre volte ti fanno venire ideuzze interessanti.

Ad esempio, stasera. Il mio affarino – in fondo alla pagina, a destra – recita che qualcuno è capitato qui perchè aveva digitato nella casellina di Google “come capire chi fa parte dell’Opus Dei”.

Uno spunto da leccarsi i baffi! Intanto quindi ringrazio l’ignoto visitor, che oltretutto se ne sarà andato subito un po’ deluso, poverino: perchè questo blog effettivamente finora non ha aiutato a capire …come si fa.

Escrivá surrounded by working people, in a Fil...Image via Wikipedia

Spesso mio marito e io abbiamo scherzato su questo. Anche noi ogni tanto ci diamo al toto-Opus: “ma secondo te quello lì?… secondo me è dell’Opera! e quella là?…” Spesso alcuni si stupiscono che i fedeli dell’Opus Dei non si conoscano a vicenda. La gente pensa che ci conosciamo tutti, fra di noi, ma non è così! In realtà conoscersi o meno è totalmente casuale. Ognuno frequenta regolarmente qualche decina di altri membri, quelli che ricevono settimanalmente la formazione nello stesso centro, e ha poche occasioni di incontrarne altri. Un paio di volte all’anno, un ritiro o un breve periodo residenziale di studio raccoglie gente di varia provenienza geografica, ed è l’occasione di conoscere un po’ di gente nuova. Ma al di fuori di queste occasioni, facciamo “gruppo” molto raramente, quindi il nostro giro di conoscenze “interne” non è molto ampio. Diverso è il caso, ovviamente, di quei pochissimi che hanno incarichi di servizio interno, o che per ragioni professionali frequentano ambienti (le opere apostoliche, ad esempio) in cui i fedeli dell’Opera sono più numerosi che altrove.

Un’altra ragione che alimenta il toto-Opera è il fatto che i fedeli dell’Opera non vanno in giro con una divisa, o un distintivo, o un cappellino piumato… e questo, semplicemente perchè loro non sono “come” gli altri: sono gli altri. Gente qualsiasi, in tutti i sensi.

Ma la ragione che preferisco per cui è così difficile capire se uno è dell’Opus Dei o no è che siamo tutti diversi fra noi. Diversissimi! Ed è giusto che sia così. Eppure quelli che dell’Opera non sono si stupiscono: si aspetterebbe di trovare qualcosa di esterno, di evidente e riconoscibile, che ci accomuni. Ma questo qualcosa proprio non esiste.

Ciò che ci accomuna – il cercare di seguire Gesù Cristo, la passione per l’evangelizzazione, l’essere innamorati del mondo, così com’è – sono tratti più interiori. Si intravedono frequentandoci, o almeno così dovrebbe essere. E poi ognuno li vive a modo suo,  quindi anche questi non sono indizi tanto utili.

Eppure un sistema infallibile per sapere se uno è dell’Opus Dei o no, c’è. Ed io sto per svelarvelo, in esclusiva mondiale.

Chiedeteglielo!

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