Libri

Buon anno a tutti!
Stavo cercando gli orari di una libreria della mia città, dove una figlia vuole andare a spendacciare tutti i soldi ricevuti in regalo a Natale, e mi sono trovata in cima al loro sito web questo aforisma:

It’s time for something radical – like read a book” (Little Steven)

Ora, a chi conosce un po’ il simpatico Little Steven è chiaro che non è proprio un topo di biblioteca, anche se sicuramente più pensoso della media dei suoi colleghi. Ma è proprio vero, un libro può scatenare piccole e grandi rivoluzioni. In questi giorni sto leggendo Il libro rosso dei martiri cinesi e devo dire che sì, l’effetto è something radical. Ho una profonda ammirazione per il popolo cinese, accresciuta dalla conoscenza personale di molti ragazzi e ragazze – immigrati dalla Cina da poco -, pieni di sorprendenti qualità umane, e dalla lettura del bellissimo Cigni selvatici, quest’estate, quasi settecento pagine lette tutte d’un fiato. Ma scoprire, ora, la ricchezza e la forza della fede dei cristiani cinesi, mi sta riempiendo anche di gratitudine. Sto cominciando a vedere come la pace e la libertà di cui godiamo qui in occidente, nonostante tanti nostri brontolii, sia un tesoro che ci viene conquistato anche attraverso la comunione con questi santi sconosciuti, limpidi e gioiosi, che hanno offerto e offrono a Dio le asprezze delle persecuzioni che subiscono per amore della Chiesa, cioè per noi. Ed è molto radical in me il sentimento di responsabilità che sento crescere di fronte a loro: voglio in qualche modo ricambiare tanto amore, tanta fedeltà, dando una scossa alla mia fede comodosa e torpida.

A good book is never exhausted. It goes on whispering to you from the wall.” (Anatole Broyard)

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One thought on “Libri

  1. Mi viene in mente solo una cosa da dire: Fahrenheit 451, Ray Bradbury. E per due motivi.Il più ovvio: la storia, celeberrima, valorizza la lettura.Ma a dire il vero mi è venuto in mente per un altro motivo. Mi sono chiesta quali libri mi abbiano più influenzata, quali abbia trovato più incisivi. E questo è il primo che mi è venuto a mente.Esorto Pokankuni (e tutti i lettori del blog a leggerlo) a leggerlo, senza pregiudizi. Non pensate “sì, interessante: mi dirà che la lettura è importante e la società non deve eliminarla”. State attenti anche al resto: è pieno di spunti interessantissimi, messaggi verissimi e commoventi. Sto abusando troppo di “issimi” forse. Ma il libro merita.Basta dire che ho parlato di questo libro in due miei temi (uno il tema d’esame delle medie: dovevo parlare di un personaggio di libro che mi aveva colpito, e uno di quinta ginnasio in cui il tema era la capacità di cambiare), e credo di non esagerare dicendo che potrei scrivere ancora decine di tema diversi su quel libro.La scrittura di Bradbury può piacere o non piacere: magari la troverete ostica, presuntuosa. Può darsi invece che la troverete toccante e poetica, certo non prolissa. Egli è uno di quegli autori di cui si può dire che ogni parola ha un senso, ogni frase è utile e bella.Mi fermo. Vi assicuro che non era mia intenzione parlarvi di questo libro, tant’è che sarà diversi mesi che non lo rileggo. Ma non ho resistito, le parole venivano da sole.

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