La privacy

Qualche giorno fa, sull’autobus. E’ mattina presto, e in mezzo agli impiegati che vanno al lavoro, impastati di sonno e chiusi nei propri pensieri, si nota la voce squillante di una signora sulla cinquantina, che sta descrivendo a chi le siede davanti – noncurante che si tratti di persone diverse, una fermata dopo l’altra – le più minute azioni da lei compiute prima di uscire di casa.

Quali parti del corpo si è lavata. Quanti capelli sono caduti sul lavandino mentre si pettinava. Come l’ha sciacquato. La scelta di camicetta e golfino, le calze, le scarpe. Cos’ha mangiato per colazione, e quanto, e come, e perchè. Le cose da mettere in borsetta: il fazzoletto, i biscotti…, dov’erano riposti, com’è andata a prenderli, e perchè le sarebbero serviti… E’ impossibile sottrarsi alla proiezione mentale di questa dettagliatissima videocronaca in differita.

Dopo qualche minuto di acuto imbarazzo – come tutti gli altri – davanti ad una così strana esibizione dell’intimità di una sconosciuta, mi colpisce un pensiero.

E’ del tutto accidentale che sia accaduto alla signora, e non a me, di perdere la percezione di un comportamento inappropriato. Io non posso dire, nessuno su quest’autobus – a questo mondo – può dire: “a me non potrebbe succedere mai”. Non possediamo nulla, neanche la nostra personale gradevolezza, neanche il controllo sulla nostra privacy: tutto ci è dato in prestito, non è nostro.

Più tardi nella giornata mi sorprende un altro pensiero: c’è Uno a cui non danno fastidio i piccoli stupidi dettagli delle nostre giornate, anzi Gli piacciono, li trova persino importanti: “anche i capelli sul vostro capo sono tutti contati”.

on the bus

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4 thoughts on “La privacy

  1. È vero. C’è Qualcuno che sa tutto di noi e noi un po’ ce ne vergognamo. In fondo quando ci dice che sa già cosa ci occorre non è perché ha già visto tutto?

  2. Sì! Eppure desidera ugualmente che Glielo chiediamo, perchè altrimenti non ci renderemmo conto che tutto Ci viene da Lui. E perchè, nel parlarGli delle nostre cose, l’intimità con Lui – che per ciascuno di noi è vitale – può crescere.Il problema di quella signora non consisteva infatti nel desiderio di condividere la propria intimità, che è umanissimo e fondamentale, ma nella scelta del destinatario.In fondo facciamo tutti lo stesso suo sbaglio, in modi diversi.

  3. Forse nel volere che noi Glielo chiediamo, ci chiede in qualche misura di mettere da parte l’orgoglio, no? Come quando abbiamo la pretesa di non chiedere aiuto anche quando ne abbiamo bisogno, cadiamo nell’orgoglio stupido e testardo. Chi non ha bisogno dell’altro e dell’Altro?Quella signora ha un grande bisogno dell’Altro e lo manifesta così. In quei frangenti credo ci voglia una grande carità per stare a sentire.

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