Poesia dalla Cina del passato

Vi segnalo il bellissimo articolo di padre Antonio Spadaro, S.I., su “La Civiltà Cattolica”, ripreso da Zenit, sulla poesia cinese. E ve ne regalo una:

Fruscio di lieve brezza tra giunchi e erbe palustri,
apro la porta a vedere se piove, il lago colmo di luna,
battellieri e uccelli acquatici fanno gli stessi sogni,
grossi pesci spauriti fuggono come volpi.
A notte fonda uomini e cose si ignorano,
io, solo, corpo e ombra ci divertiamo insieme.
L’ondata notturna traccia sulle sponde sinuosi lombrichi,
la luna tramonta appesa ai salici, lucente ragnatela.
Rapido il tempo della vita tra le diuturne cure,
quanto fuggevoli, i momenti sereni!
Canto di galli, suono di campane, cento uccelli in volo,
rulla il tamburo a prua ed è tutto un vociare.

 Svegliandomi di notte sul battello, di Su Tung-p’o (1037 circa-1101 d.C.)

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