Evoluzione: un convegno all’insegna della ragionevolezza

da Il Sussidiario.net :: EVOLUZIONE/ Un convegno all’insegna della ragionevolezza e non del fanatismo – Mario Gargantini, venerdì 26 settembre 2008

La polemica circa i rapporti tra l’evoluzionismo darwiniano e la Chiesa Cattolica ha una caratteristica curiosamente contraddittoria: non evolve. Puntualmente, ad ogni occasione viene rispolverato tutto il campionario dei temi da battaglia, ignorando ciò che nel frattempo il mondo della ricerca, della cultura e della Chiesa hanno prodotto quanto a riflessioni, studi e pubblicazioni. Ad esserne penalizzata è, ancora una volta, la ragione, ovvero la capacità di cogliere quanto la realtà afferma e di comunicarlo senza filtri e riduzionismi.

In questo caso l’occasione è particolare perché si presenta sotto la forma che, in termini calcistici, si direbbe del “contropiede”: non è la Chiesa che si arrocca sulla difensiva di fronte a teorie che, secondo alcuni, minaccerebbero la sua struttura dottrinale, ma è proprio una istituzione vaticana ufficiale come il Pontificio Consiglio della Cultura che promuove, per l’anno darwiniano, un convegno internazionale di alto profilo scientifico – “Biological Evolution: Facts and Theories. A Critical Appraisal 150 Years After The Origin of Species” – con una finalità esclusivamente di contribuire all’avanzamento (all’evoluzione …) delle conoscenze.

Certo lo fa in modo “ragionevole”, cioè critico e sistematico, dando tutto lo spazio necessario agli approfondimenti scientifici disciplinari, ma aprendo il discorso verso tutte le implicazioni che, inevitabilmente, l’evoluzione biologica porta con se. Ma questo è semplicemente un modo serio di affrontare un problema che, per sua natura, appare ricco di interazioni con le altre dimensioni dell’esperienza conoscitiva e che per essere trattato adeguatamente richiede un surplus di informazioni, oltre quelle che le scienze biologiche possono offrire.

Tuttavia la polemica resiste inossidabile ad ogni agente esterno. Hai voglia a segnalare che nei luoghi dove si fa ricerca di punta sull’evoluzione si è ben oltre la neo-sintesi darwiniana (per intenderci, quella che si insegna nelle università) e che si sono aperte nuove piste di indagine a partire da criteri diversi da quelli di Darwin. Niente da fare. La bandiera della modernità è sempre solo quella darwiniana e, soprattutto nel prossimo anno celebrativo, sventolerà solitaria e indiscussa.

Certo, ci sono i guastatori, i tifosi del creazionismo e dell’Intelligent Design, che vorrebbero ammainare del tutto quella bandiera. Ma non è questa la posizione della Chiesa. Anche qui: non sembra sufficiente ricordare le esplicite dichiarazioni sia di Giovanni Paolo II che di Benedetto XVI, il cui insistente richiamo all’importanza del concetto di “Creazione” non ha nulla a che vedere con le tesi dei creazionisti che ricorrono al Creatore come tappabuchi delle lacune della scienza. Certo, una sbrigativa semplificazione terminologica fa la sua parte: la immediata qualifica di “creazionista” a chiunque parli di Creazione è pari soltanto alla scorretta equivalenza di evoluzionismo e evoluzione: ma è un ulteriore esempio del fatto che tanti appelli alla chiarezza sono caduti nel vuoto. E così difficile distinguere tra un fenomeno (l’evoluzione) e una elaborazione ideologica (l’evoluzionismo)?

C’è da augurarsi che il prossimo 2009 non prosegua su un livello puramente reattivo e polemico. Un’iniziativa come quella del Pontificio Consiglio della Cultura, per come è impostata, è già fin d’ora un contributo in senso costruttivo.

Sullo stesso tema, vale senz’altro la pena di leggere – sempre da Il Sussidiario – anche il bell’approfondimento di Rafael Martìnez, professore di Filosofia della Scienza della Pontificia Università della Santa Croce e membro del comitato organizzatore del suddetto Convegno.

Aggiornamento: Segnalo inoltre un altro pregevole articolo di Mario Gargantini, che incontra Carlo Soave – ordinario presso l’Università degli Studi di Milano di Fisiologia vegetale, proprio la disciplina più cara alla sottoscritta – su alcuni aspetti del dibattito attuale sull’evoluzione della specie umana.

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2 thoughts on “Evoluzione: un convegno all’insegna della ragionevolezza

  1. forse sono troppo spiccia ma se l’uomo discendesse dalla scimmia oggi le scimmie non dovrebbero esserci più, no?

  2. Infatti non discendiamo dalle scimmie, ma da un progenitore comune a noi e a loro. Diciamo che sono le nostre cugine. :o)E poi: gli anfibi discendono dai pesci, ma i pesci ci sono ancora! E così via! Il fatto che da una specie se ne evolva un’altra non significa che la prima scompaia: può tranquillamente continuare ad esistere!Morale: mai provocare una prof di scienze… :oP ;o)P.S. per un mio sbaglio questa risposta ti arriva credo anche via mail! Scusa!!

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