Chiacchierando di evoluzione, creazione, caso, e Dio

Un gentilissimo lettore anonimo ha fatto questo commento a questo mio post di pochi giorni fa:

Io non credo nella teoria dell’evoluzione, ovvero la macroevoluzione. Semmai, è un fatto la “microevoluzione”, o la variabilità genetica all’interno di una popolazione.

Secondo me è un insulto alla Ragione credere che il Dna con tutta la sua complessità (vedi l’evo-devo) si sia creato per caso. Pensare poi che delle mutazioni “casuali” hanno generato tutta la diversità biologica che vediamo, non può che lasciarmi allibito!

Mi piacerebbe sapere cosa pensa uno scienziato credente come lei sull’evoluzione e, sull’Intelligent Design. Cordiali saluti.

Un devoto di Josemaría Escrivá

Ecco, la questione è per me immensamente importante. L’occasione è ghiotta. Potevo io limitarmi a commentare il commento? No che non potevo.

Carissimo amico anonimo, lei è perfettamente libero di credere o non credere ciò che vuole in questo campo, perchè si tratta di temi perfettamente opinabili e pienamente soggetti a continua revisione, man mano che la faticosa ricerca dell’intelletto umano si fa largo penetrando nella realtà della natura.

The structure of part of a DNA double helixImage via Wikipedia

Tuttavia, ho studiato in modo discretamente approfondito la biologia per tanti anni, e continuo a studiarla: e più so di biologia, meno problemi vedo nel conciliare la teoria dell’evoluzione con i dati di ragione e con la fede nella Rivelazione. Qui mi preme ricordare un dato che dovrebbe dare pace a molti cuori: sia Giovanni Paolo II che Benedetto XIV hanno più volte ribadito la perfetta compatibilità fra fede cristiana ed evoluzionismo!

Tutto il tormentoso dibattito d’oltreoceano, ad esempio, fra creazionisti e evoluzionisti, fra intelligent design e totale casualità, a me sembra solo un insieme di colossali equivoci, che complicano, confondono, scandalizzano: e la cultura della fede ne soffre non poco.

Quanto alla micro- e macro-evoluzione, per come le intendo io, sono un continuum. Francamente, non vedo ragioni per accettare l’una e escludere l’altra.

Sono d’accordissimo con Lei quando dice che “il DNA non si è creato per caso”: primo, nulla può creare se stesso; secondo, cos’è il caso? Semplicemente, un insieme di eventi troppo complesso perchè noi si riesca a distinguerne i processi, le dinamiche che lo governano, e le loro leggi: ma queste leggi ci sono! Non esiste il caso, in questa accezione di banale e cieco generatore di effetti… privi di causa.

A chi non sa giocare a biliardo, può sembrare che le direzioni che le palle prendono dopo ogni colpo siano fortuite, casuali appunto. Ma un campione di biliardo conosce benissimo le dinamiche che regolano quei movimenti, e le governa tanto più perfettamente quanto meglio le conosce. Per quel campione, il caso non esiste.

Per le molecole e per le forme viventi è esattamente la stessa cosa. Dire che un processo è casuale equivale a scrivere “hic sunt leones” su una mappa immaginaria: è solo un termine convenzionale per dire “qui non sappiamo cosa avviene”. Non è una modalità realmente esistente ancorchè deteriore, brutta, di serie B, da contrapporre alla modalità bella, razionale, di serie A (dove si verificherebbe l’intervento diretto del Creatore, che invece lascerebbe il caso nel suo caos magmatico e irrazionale). Tutta la realtà è di serie A!

Del cosiddetto intelligent design penso esattamente ciò che viene detto circa a metà del post: che è un modo di sminuire l’azione creatrice di Dio a banale ruolo di deus-ex-machina.

Delle due, l’una: o tutta la creazione è in se stessa un grande intelligent design, e questo è per un cristiano materia di fede!, o si dovrebbe accettare la sua frammentazione in processi distinti, variamente dipendenti da un sostegno diretto di un Creatore un po’ maldestro, continuamente costretto a intervenire per “aggiustare il tiro”!

Se invece accettiamo, come razionalmente abbiamo ottimi indizi di poter fare, che la materia abbia in sè la capacità di evolversi in materia vivente, meravigliosamente complessa, “frattale” e ordinata a tutti i livelli (“sopra” e “sotto” l’evo-devo!), allora questo sì che dà una grande gloria al suo Creatore, che ha immesso, previsto, voluto questa stupefacente potenzialità nella materia nell’istante stesso in cui l’ha creata!

Con questo non intendo dire che la teoria dell’evoluzione sia tutta chiara, tutta “sistemata”. Ci sono ancora parecchi problemi.

Tuttavia, mi creda: è di gran lunga la migliore spiegazione, la più convincente, la più provata e ripetutamente confermata, di cui disponiamo finora per capire il modo di essere della natura. Non è poco.

foto di ahmed rabea su flickr.

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7 thoughts on “Chiacchierando di evoluzione, creazione, caso, e Dio

  1. Grazie per l’attenzione che ha dato al mio commento sull’evoluzionismo. Ha meritato anche un post 😀 Chiedo scusa in anticipo per la lunghezza del commento.Nel 2005 Papa Benedetto XVI disse chiaramente che non credeva nell’evoluzionismo, questo ha dato un poca di pace al mio cuore. Sono d’accordo che l’evoluzione potrebbe essere compatibile con la creazione, ma solo per un credente come me e lei.Nell’evoluzionismo che ho studiato a scuola non viene mai menzionata l’azione (esplicita o implicita) del Creatore; secondo l’evoluzionismo che si studia a scuola, tutta la diversità biologica, proviene dal “caso cieco” e dalla “mano invisibile” della selezione naturale. Forse lei ai suoi alunni spiega senza tanti giri di parole che Dio è il “Creatore implicito”. Purtroppo, però, la maggioranza dei professori e docenti, nega apertamente l’intervento Divino (lei forse lo sa meglio di me). Comunque, Darwin, ha sviluppato la sua teoria prendendo spunto dal racconto della creazione della Genesi.Per la micro-evoluzione, anche se io preferisco chiamarla “micro-diversificazione”, l’essere umano è un ottimo esempio. Basta vedere i vari tipi: africani, aborigeni australiani, pigmei, nord-europei, asiatici, sudamericani ecc.. Tuttavia tutti questi tipi di uomini sono rimasti la stessa specie, non si sono evoluti come pretende l’evoluzionismo verso una nuova specie. Per quanto riguarda la macro-evoluzione, francamente non vedo ragioni per accettarla, non esistono prove scientifiche empiriche (nemmeno nei resti fossili).<>cos’è il caso? Semplicemente, un insieme di eventi troppo complesso perchè noi si riesca a distinguerne i processi, le dinamiche che lo governano, e le loro leggi<>Non sono d’accordo! Il caso si distingue nettamente da un evento derivato da una intelligenza. Un progetto intelligente è chiaramente distinguibile da un evento casuale –Provi a giocare a Scarabeo con i suoi alunni. Quante sono le possibilità che un urto involontario (il caso) sulle lettere, formi una parola con un senso specifico? Potrà formare una sequenza di lettere come “chi”, “io”, “ma” etc.. oppure una sequenza di lettere più lunga “<>getndilildsnegite<>” ma senza un senso complesso specifico. Il caso non potrà mai formare una frase come: <>Oggi parliamo di “Intelligent Design”<>. E’ evidente che solo l’essere umano (un agente intelligente) può formare quella frase, o sbaglio?Provi a dare a uno scimpanzè (il caso), un foglio di carta e dei pennarelli; quante sono le possibilità che lo scimpanzè dipinga la Gioconda? Applichi questi esempi alla incredibile complessità specifica del Dna, o alla incredibile variabilità biologica esistente! Il caso è chiaramente distinguibile da un progetto intelligente.Riguardo la similitudine del giocatore di biliardo, sono d’accordo. Il giocatore è Dio. Questo lo accetto perchè sono credente, quindi il giocatore è il progettista. Posso solamente immaginare che lei spieghi ai suoi alunni che il giocatore di biliardo è Dio! Ma nell’evoluzionismo che viene insegnato a scuola, quel giocatore, chi sarebbe?<>tutta la creazione è in se stessa un grande intelligent design, e questo è per un cristiano materia di fede!<>Pienamente d’accordo! Infatti, solo per citare un esempio, sarei curioso di sapere (attraverso l’evoluzione), come è avvenuta la metamorfosi che trasforma un bruco in una farfalla. Cosa esiteva prima, il bruco o la farfalla?<>Tuttavia, mi creda: è di gran lunga la migliore spiegazione, la più convincente, la più provata e ripetutamente confermata, di cui disponiamo finora per capire il modo di essere della natura. Non è poco<>Potrei essere d’accordo che è una spiegazione, ma non credo assolutamente che sia provata e addirittura ripetutamente confermata… anzi, viene continuamente confutata!Mi perdoni se ho abusato della sua pazienza. Cordiali saluti.Un devoto del Beato Josemaría Escrivá

  2. Carissimo Anonimo (mi piacerebbe poterLa identificare con un nome o un nickname! Ormai stiamo facendo amicizia…), mi accingo alla ponderosa risposta del ponderoso commento… :o)<>Nel 2005 Papa Benedetto XVI disse chiaramente che non credeva nell’evoluzionismo, questo ha dato un poco di pace al mio cuore.<>Può indicarmi data, luogo, circostanza di quest’affermazione che Le risulta? Io non riesco a trovare niente del genere né nel magistero di Benedetto XVI, né negli scritti del cardinale Ratzinger (cioè nella sterminata produzione del nostro papa prima che diventasse papa). Invece ho trovato molte citazioni a favore dell’evoluzione; ne sto raccogliendo alcune in una pagina web a parte, che appena pronta linkerò qui, perché in un semplice commento proprio non ci stavano. Le anticipo che le traggo in gran parte da ”Creazione ed Evoluzione”, atti del convegno promosso da Benedetto XVI a Castelgandolfo nei giorni 1 e 2 settembre 2006, edizioni EDB. E mi sono limitata appositamente a questo pontefice, che nell’immaginario collettivo (più o meno) viene visto come estremamente prudente e tendenzialmente conservatore; se avessi preso in considerazione anche il magistero di Giovanni Paolo II sull’argomento, avrei riempito interi tomi…<>Sono d’accordo che l’evoluzione potrebbe essere compatibile con la creazione, ma solo per un credente come me e lei… Nell’evoluzionismo che ho studiato a scuola non viene mai menzionata l’azione (esplicita o implicita) del Creatore…<>E’ corretto che non sia menzionata. Se ne parlassero, quei libri e quegli insegnanti non starebbero più insegnando biologia, o geologia, o fisica, bensì filosofia: un’altra scienza, con altri oggetti propri ed un altro metodo, anch’esso razionale, ma differente. Le scienze sperimentali possono avere come oggetto solo le realtà materiali, perché il loro metodo è adeguato solo a ciò che è materiale.Spiegando il meccanismo farmacologico con cui la penicillina debella i batteri, nessuno penserebbe mai di specificare che ciò avviene per volontà diretta o indiretta del Creatore. E neanche Lei se lo aspetterebbe! né tanto meno riterrebbe erronea, ingannevole o menzognera una simile trattazione solo perché non specifica chi sia Colui che ha creato le muffe da cui si estrae la penicillina e i batteri di cui inibisce la crescita. Non parlare del Creatore non significa negarne la presenza!<>…secondo l’evoluzionismo che si studia a scuola, tutta la diversità biologica, proviene dal “caso cieco” e dalla “mano invisibile” della selezione naturale.<>Nessun libro di scienza serio parlerebbe di caso cieco né di mano invisibile. La selezione naturale, che lavora sulla base della variabilità prodotta dalle mutazioni, non è affatto invisibile né cieca. Ci vede benissimo, e si vede benissimo, ovvero è direttamente studiabile e misurabile, così come è direttamente studiabile nelle sue cause e misurabile nella sua frequenza il tasso di mutazioni di un qualsiasi genoma.<>Forse lei ai suoi alunni spiega senza tanti giri di parole che Dio è il “Creatore implicito”. Purtroppo, però, la maggioranza dei professori e docenti, nega apertamente l’intervento Divino (lei forse lo sa meglio di me).<>Quando lo fanno, non fanno più biologia, o geologia, o fisica: fanno filosofia, e anche molto scadente. A Milano si dice «Offelé, fa’ il to mesté!»Quanto a me, quando spiego biologia non parlo di Dio, perché mi preme che sia chiaro – come ho detto – che ogni scienza ha il suo specifico ambito di applicabilità. L’esistenza e le prerogative di Dio non sono studiabili col metodo proprio della biologia, e quindi in una lezione di biologia non ne parlo: il che ovviamente non equivale a dire che ne nego l’esistenza!Poi, quando gli alunni mi pongono certe domande (e lo fanno sempre), naturalmente chiarisco (con adeguata dovizia di argomenti) che credo in Dio, che sono cristiana, e che anche sul piano filosofico-razionale ritengo necessario ammettere la presenza di un Creatore, con tutto ciò che ne segue.<>Per la micro-evoluzione, anche se io preferisco chiamarla “micro-diversificazione”, l’essere umano è un ottimo esempio. Basta vedere i vari tipi: africani, aborigeni australiani, pigmei, nord-europei, asiatici, sudamericani ecc.. Tuttavia tutti questi tipi di uomini sono rimasti la stessa specie, non si sono evoluti come pretende l’evoluzionismo verso una nuova specie.<>Come Lei sa, l’evoluzione biologica dell’uomo non segue le stesse dinamiche di quella schiettamente zoologica. La madre di una nidiata di uccellini butta fuori dal nido o uccide direttamente i nidiacei più deboli o malati, e così facendo segue perfettamente la legge di Dio! Le madri degli uomini non fanno così. Nell’uomo l’evoluzione biologica s’interseca con le conseguenze della presenza dell’anima razionale, della sua libertà, della sua chiamata al bene insopprimibilmente inscritta nel cuore dell’uomo… e del peccato originale. Il risultato non è paragonabile agli esiti dell’evoluzione del regno animale. Quanto alla speciazione (= formazione di nuove specie), richiede tempi assai più lunghi e condizioni ben particolari (es. isolamento riproduttivo), che nella storia dell’uomo non si danno.<>Per quanto riguarda la macro-evoluzione, francamente non vedo ragioni per accettarla, non esistono prove scientifiche empiriche (nemmeno nei resti fossili).<>Ehm, veramente le prove a favore sono travolgentemente più abbondanti di quelle contro. Certamente, nei libri il cui intento è precisamente quello di dimostrare che l’evoluzione è una falsità, questa schiacciante prevalenza viene semplicemente ignorata. Ma questa è da parte dei loro autori un’operazione intellettualmente scorretta… per usare un understatement assai benevolo.<>Il caso si distingue nettamente da un evento derivato da una intelligenza. Un progetto intelligente è chiaramente distinguibile da un evento casuale…<>Certo. Ma in natura non si danno eventi casuali nel senso a cui si riferisce Lei.<>Provi a giocare a Scarabeo con i suoi alunni. Quante sono le possibilità che un urto involontario (il caso) sulle lettere, formi una parola con un senso specifico? Potrà formare una sequenza di lettere come “chi”, “io”, “ma” etc.. oppure una sequenza di lettere più lunga “getndilildsnegite” ma senza un senso complesso specifico. Il caso non potrà mai formare una frase come: Oggi parliamo di “Intelligent Design”. E’ evidente che solo l’essere umano (un agente intelligente) può formare quella frase, o sbaglio?<>Forse se giocassi a Scarabeo un numero sufficiente di millenni, a un certo punto riuscirei a far saltar fuori la frase. La probabilità di formarla può essere facilmente calcolata da un matematico: certo, è bassina. Ma la differenza fra il gioco dello scarabeo e il DNA è che, quando lo scarabeo forma la frase giusta, non accade nulla di speciale: il sistema “non se ne accorge”. Quando invece (non casualmente, ma in base alle precise leggi fisico-chimiche cui mi riferivo prima) si forma una molecola organica, qualcosa accade! Il sistema cambia! Per esempio, una catena di DNA ha la capacità di formare repliche esatte di se stessa, in determinate condizioni.<>Provi a dare a uno scimpanzè (il caso), un foglio di carta e dei pennarelli; quante sono le possibilità che lo scimpanzè dipinga la Gioconda?<>Stesso discorso: se anche lo scimpanzé disegnasse la Gioconda, non se ne accorgerebbe. Le condizioni del sistema resterebbero immutate. Se invece la materia assume la struttura di macromolecole organiche (e può farlo, questo è il punto!), qualcosa nel sistema cambia. La seconda legge della termodinamica inverte localmente il suo normale andamento: i viventi, tanto per dirne una, tendono spontaneamente all’ordine anziché al disordine!<>Applichi questi esempi alla incredibile complessità specifica del Dna, o alla incredibile variabilità biologica esistente! Il caso è chiaramente distinguibile da un progetto intelligente.<>Stiamo dicendo la stessa cosa! Il “Progetto intelligente” c’è, solo che Lei ed io lo collochiamo in momenti diversi e lo vediamo esplicitarsi in modalità diverse. La differenza fra la Sua visione e la mia sta nel fatto che io ritengo che il “Progetto” di Dio sia talmente “intelligente” da essere già tutto contenuto nell’atto creativo che ha dato esistenza alla materia in quanto tale. Per questo, sempre secondo me, la materia ha in sé la potenzialità di evolversi fino al vivente, senza necessità di ulteriori interventi diretti da parte di Dio (che non siano quelli legati all’atto creativo, che di per sé è permanente: nulla infatti può permanere nell’essere se non sostenuto da un atto creativo continuo da parte di Dio: nulla, né stelle né sassi né gatti né Lei né io. Conviene ricordarlo, a questo punto: questo è il limite dell’analogia col biliardo che io stessa ho usato).Le leggi fisico-chimiche che regolano la materia vivente sono infatti esattamente le stesse che regolano quella non vivente:• la grammatica della biologia è la chimica;• la grammatica della chimica è la fisica;• la grammatica della fisica è la matematica.Come dicevo nel post, c’è una meravigliosa unità e continuità, pur nell’esplosiva fantasiosa varietà di forme viventi!Invece Lei ritiene che vi sia una differenza qualitativa fra materia vivente e non vivente, e che quella vivente abbia una qualità talmente superiore da richiedere un intervento diretto del Creatore. Secondo la Sua concezione, quindi, il “Progetto Intelligente” ha bisogno per così dire di un capitolo a parte, di un’aggiunta speciale, riservata al “salto” dall’inorganico all’organico.A me sembra, come ho già detto, che questo modo di vedere presupponga in fondo un’inadeguatezza del Creatore, di stampo… antropomorfico. Come dire: finché c’è da tirar su una casa va benissimo un geometra, ma se devo fare un trapianto di fegato, beh, è un altro paio di maniche: bisogna chiamare un chirurgo, uno che ha studiato di più.Fuor di metafora: finché si formano stelle pianeti e comete, montagne oceani e vulcani, lasciamo pure fare alla cieca materia, o al caso (parola per me senza significato nel nostro contesto, ma a cui invece – non capisco perché – Lei è tanto affezionato). Ma quando bisogna fare una medusa, o una betulla, o una volpe, beh lì la faccenda è più difficile: bisogna ri-chiamare il Creatore in persona, perché la “povera” materia da sola non ce la fa.Io obietto: e se il Creatore l’avesse voluta non così “povera”, sin dall’inizio? Se avesse inserito nel suo Progetto la potenzialità del carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto… di diventare betulla o medusa? Lo stesso preciso ossigeno, idrogeno ecc. che trovo nel mondo inorganico, badi bene! Infatti la Genesi dice: “E la terra generò… E Dio trasse dalla terra…”: in un certo senso, le parole più evoluzioniste che siano mai state pronunciate sono proprio quelle dell’Antico Testamento!<>… sarei curioso di sapere (attraverso l’evoluzione), come è avvenuta la metamorfosi che trasforma un bruco in una farfalla. Cosa esisteva prima, il bruco o la farfalla?<>Potrei parlarLe dell’evoluzione degli Artropodi, e più specificamente di quella degli Esapodi… potrei mostrarLe che gli insetti più primitivi non hanno forme larvali distinte morfologicamente da quelle adulte, mentre gli insetti più evoluti sì, perché questo permette un migliore sfruttamento delle diverse nicchie ecologiche… fino all’incredibile specializzazione degli insetti sociali… Oppure potrei parlarLe degli eventi che guidano la metamorfosi di ogni singolo bruco in farfalla, mediante l’attivazione sequenziale di set di geni appositi… e di come questi set di geni si siano conservati, lungo l’evoluzione di specie viventi diversissime fra loro…Ma vuole davvero che io lo faccia? :o)))<>…potrei essere d’accordo che [l’evoluzione] è una spiegazione, ma non credo assolutamente che sia provata e addirittura ripetutamente confermata… anzi, viene continuamente confutata!<>Valga quel che ho detto prima sui libri divulgativi di stampo bellicosamente antievoluzionista, e sulla loro truffaldina alterazione delle proporzioni esistenti fra dati a favore e dati contro l’esistenza dei processi evolutivi. Cito un fatto soltanto: i dendrogrammi filogenetici, che rappresentano l’evoluzione dei taxa (le varie categorie entro cui vengono classificati i viventi), ovvero – tanto per intenderci – i loro “alberi genealogici”, costruiti sulla base dei metodi classici della paleontologia e dell’anatomia comparata, coincidono pressoché perfettamente con quelli costruiti sulla base della semplice frequenza di mutazioni del genoma degli stessi viventi. Ebbene, se Darwin avesse avuto torto, i due tipi di dendrogrammi non sarebbero stati neanche lontanamente paragonabili. E tenga presente che Darwin nulla sapeva di DNA, la cui struttura venne scoperta un secolo più tardi!A presto!

  3. Le chiedo scusa per il commento chilometrico e per i 3 commenti cancellati, ho pasticciato un poco con i link. Comunque ho seguito il suo amichevole consiglio, mi sono iscritto 🙂Riguardo il Papa ho sbagliato la data. Al concerto del 1° maggio del 2007 a Roma, un cabarettista di estrema sinistra di nome Andrea Rivera, ha attaccato il Papa sull’evoluzione, la frase era: Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la chiesa non si è mai evoluta.Ovviamente sono seguite diverse polemiche. Ho dato un occhiata su internet, però non sono riuscito a trovare la dichiarazione esplicita del Papa. Comunque se guarda in internet troverà facilmente l’episodio che ho menzionato. Per quanto riguarda la posizione “ufficiale” della Chiesa Cattolica sull’evoluzione, credo si possa riassumere in: < HREF="http://www.perfettaletizia.it/archivio/infomazione/evoluzionismo/schema.htm" REL="nofollow">evoluzione, ma non autoevoluzione<>. Credo che la Chiesa Cattolica non abbia alcun timore a dichiarare apertamente l’intervento Divino, Sbaglio?Sull’azione del Creatore:<>E’ corretto che non sia menzionata<>Mi perdoni, ma cosa menziona ai suoi alunni durante la lezione se il giocatore di biliardo non è Dio? quale sarebbe la “forza invisibile” contraria alla seconda legge della termodinamica (entropia) che fa evolvere le specie?<>Spiegando il meccanismo farmacologico con cui la penicillina debella i batteri<>Ma quì non si sta parlando di evoluzione.Un esempio potrebbe essere la inverosimile evoluzione sul passaggio (mai dimostrato) da cellule procariote a eucariote.<>La selezione naturale, che lavora sulla base della variabilità prodotta dalle mutazioni… è direttamente studiabile e misurabile<>Le mutazioni si possono studiare, ma sono quasi tutte svantaggiose o irrisorie per l’evoluzione verso una nuova specie.Potrebbe fare qualche esempio di mutazioni riproducibili in laboratorio che hanno portato ad almeno un inizio di “evoluzione direttamente visibile” di una specie verso un’altra specie, come pretende l’evoluzionismo? Credo conosca già che il moscerino della frutta da più di 80 anni è stato sottoposto in tutti i laboratori del mondo a tutti gli esperimenti, ma nessuna mutazione indotta l’ha fatto diventare altro, inoltre ogni 11 giorni viene prodotta una nuova generazione, provi a calcolare il numero di generazioni per 80 anni, tenga conto inoltre che svengono fatti in tutti i laboratori del mondo. Il moscerino della frutta è rimasto un moscerino.Riguardo la selezione naturale, in quale modo è misurabile?Lei crede nella evoluzione graduale classica (Richard Dawkins), o agli equilibri punteggiati (Stephen J. Gould). Presumo che sappia benissimo che all’interno delle accademie c’è una discussione feroce che dura da parecchi anni tra le due diverse concezioni evolutive. Non sanno nemmeno gli scienziati evoluzionisti definire la teoria dell’evoluzione o teoria neo-darwiniana. Credo sapesse già che a Luglio del 2008 si sono riuniti in un convegno 16 cervelloni evoluzionisti per riformare ulteriormente la già riformata teoria evolutiva: <>l’evoluzionismo selezionista sta per essere soppiantato<>. Naturalmente fino a poco tempo fa chi si permetteva di dirlo rischiava il rogo ateo-laicista, metaforicamente in senso accademico: < HREF="http://www.scoop.co.nz/stories/HL0803/S00051.htm" REL="nofollow">il gene non è tutto… la selezione non è il primo motore dell’evoluzione<> Sull’evoluzione dell’essere umano dal progenitore comune, dovrebbe valere lo stesso meccanismo: mutazioni casuali e selezione naturale. Conosce le impronte di esseri umani moderni a Laetoli in Tanzania, risalenti a 3,6 milioni di anni fa?Francamente l’essere umano è meno adattato rispetto uno scimpanzè. Ad esempio la pelle glabra dell’uomo: non può essere stata prodotta dalla selezione naturale, poichè la mutazione occorsa al nostro ipotetico peloso antenato non arrecò alcun vantaggio, o sbaglio?Sull’isolamento riproduttivo: <>gli esperimenti scientifici e le osservazioni effettuati negli ultimi anni hanno rivelato che essere in una popolazione limitata, non è un vantaggio dal punto di vista genetico, ma piuttosto uno svantaggio! Nelle piccole popolazioni è molto remota la possibilità di creare nuove specie, poichè generano seri difetti genetici. La ragione di questo è che gli individui delle popolazioni limitate o isolate devono accoppiarsi continuamente all’interno di un ristretto “pool genetico”. <>la consanguineità porta a ciò che è conosciuta come “depressione congenita”<>. per questa ragione, individui normalmente eterozigotici sono diventati sempre più omozigotici. Questo vuole dire che quei geni difettosi che sono normalmente recessivi divengono dominanti, col risultato che i difetti genetici e le malattie aumentano all’interno della popolazione<>. – (M. E. Soulé and L. S. Mills, “Enhanced: No need to isolate genetics,” Science, 1998, vol. 282, p. 1658)Sulle prove travolgenti dell’evoluzione, le propongo solo questa riflessione: dovrebbero esistere miliardi di anelli di congiunzione tra le specie, ma non ci sono, questo lo affermano gli stessi paleontologi evoluzionisti, (senza considerare i falsi fossili di transizione creati da alcuni ciarlatani), come se lo spiega?<>Forse se giocassi a Scarabeo un numero sufficiente di millenni, a un certo punto riuscirei a far saltar fuori la frase<>Non credo!Mettiamola in questo modo:Immaginiamo di prendere uno scimpanzè (il caso) e di metterlo davanti ad una tastiera di un computer. Poi di insegnargli dopo un lungo addestramento, di premere i tasti a caso.Il libro della Divina commedia è formato da 408.476 caratteri. Il genoma di un batterio è formato almeno da un milione di nucleotidi (il numero è in difetto).Credere che tutta la complessità e varietà del Dna sia derivata da Errori Tipografici Fortunati è così assurdo e improbabile che lo si può sostenere solo barando, e censurando la Ragione. E’ come aspettarsi che lo scimpanzè, che preme i tasti a caso sulla tastiera del computer, scriva, insieme a un mare di insensatezze, un intero libro come La Divina Commedia.E’ inutile allungare i tempi con milioni di anni! Ovviamente la complessità specificata del Dna con tutte le sue dinamiche, è molto più complessa della Divina Commedia!<>i viventi, tanto per dirne una, tendono spontaneamente all’ordine anziché al disordine!<>Giusto! è incredibile, è straordinario, come direbbe il Beato Josemaría Escrivá è: Opus DeiSul bruco che diventa farfalla, l’attivazione dei geni viene modulata dagli ormoni, già questo è inspiegabile per una ipotetica evoluzione basata sulle mutazioni casuali del Dna. Comunque non è possibile spiegare la metamorfosi attraverso la teoria dell’evoluzione.Poi l’origine degli insetti e la loro evoluzione, mi pare sia un vicolo cieco per gli scienziati evoluzionisti.Riguardo gli alberi genealogici o l’evoluzione dei taxa, non entro nel dettaglio perchè non voglio tediarla ulteriormente, però posto un link interessante di un sito evoluzionista che lei sicuramente conoscerà, Pikaia: < HREF="http://www.pikaia.eu/easyne2/LYT.aspx?IDLYT=283&Code=Pikaia&ST=SQL&SQL=ID_Documento=2908&CSS=Dettaglio" REL="nofollow">La scomparsa dei dinosauri non causò la diffusione dei mammiferi<>La teoria evolutiva affermava che i mammiferi attuali si sarebbero evoluti e diversificati solo dopo l’estinzione di massa dei dinosauri, e che erano rappresentati solo da poche specie e confinati in angolini ecologici e, fossero rappresentati solo da piccoli roditori notturni. Tutte le filogenie fatte fino ad oggi dalla precedente certezza dell’evoluzione dei primi mammiferi notturni, che si sarebbero evoluti subito dopo l’estinzione dei dinosauri, con tanto di ipotetici fossili e “datazioni” risalenti fino a circa 65 milioni di anni fa e non oltre, vengono buttate nel cestino!Questo studio crea non pochi problemi alle ipotetiche ricostruzioni filogenetiche (immaginarie) fatte finora sui reperti fossili dai paleontologi evoluzionisti.Purtroppo l’evoluzionismo è una ideologia atea che serve per desacralizzare la vita dell’essere umano, ovvero l’uomo è un animale, dunque è lecito l’aborto, l’eutanasia e l’eugenetica.Riporto una frase del Beato Josemaría Escrivá:“<>È necessaria una crociata di virilità e di purezza che arresti e annulli il selvaggio lavoro di quanti credono che l’uomo sia una bestia. – E questa crociata è opera vostra<>“: Josemaria Escrivà, – Cammino.Confido nella sua pazienza e spero davvero di non averla tediata nonostante la diversità di vedute. Siamo più che amici, siamo fratello e sorella nella fede in Gesù Cristo.Cordiali saluti 🙂

  4. Caro FP, grazie per avere assunto un’identità. Così è un po’ più facile dialogare.<>…un cabarettista di estrema sinistra…<>Non è una delle fonti migliori per raccogliere informazioni sul Magistero della Chiesa, ne converrà. E stavolta temo che l’abbia proprio messa fuori strada.<>… la posizione “ufficiale” della Chiesa Cattolica sull’evoluzione, credo si possa riassumere in: evoluzione, ma non autoevoluzione… <>Cos’è l’autoevoluzione?<> … quale sarebbe la “forza invisibile” contraria alla seconda legge della termodinamica (entropia) che fa evolvere le specie? <>Due equivoci. 1. Mai parlato di forza invisibile (mi ripugna il semplice suono di tali parole, come tutto ciò che sa di magico). 2. Nulla avviene in natura di contrario alla seconda legge della termodinamica: come ho detto nell’ultimo commento, i viventi la “vincono” <>localmente<> (nella globalità del sistema l’entropia cresce comunque) e <>temporaneamente<> (finchè dura la vita del’organismo): ma la seconda legge della termodinamica vale anche per loro, eccome! <> la inverosimile evoluzione sul passaggio (mai dimostrato) da cellule procariote a eucariote. <>Lei la reputa inverosimile. E’ una sua personale impressione. <> Le mutazioni si possono studiare, ma sono quasi tutte svantaggiose o irrisorie per l’evoluzione verso una nuova specie <>Questo non è corretto. Le mutazioni (insieme alla ricombinazione legata alla riproduzione sessuale) sono fonte della variabilità su cui poi può “lavorare” la selezione naturale.<> il moscerino della frutta da più di 80 anni è stato sottoposto in tutti i laboratori del mondo a tutti gli esperimenti, ma nessuna mutazione indotta l’ha fatto diventare altro<>Al contrario: il fenomeno della speciazione è stato studiato a fondo (fra l’altro) proprio sulle drosofile. In particolare, sono state assai utili per lo studio della speciazione simpatrica. Forse è bene chiarire: perchè vi sia una nuova specie, non è necessario che un moscerino diventi chissà cos'”altro”… bastano due popolazioni ancora molto simili fra loro, ma non interfeconde! <> … Lei crede nella evoluzione graduale classica (Richard Dawkins), o agli equilibri punteggiati (Stephen J. Gould)… <>Io non “credo” proprio a niente, in biologia. Non è questione di fede. Seguo il normale dibattito fra le diverse ipotesi che compongono il quadro. Ho già ricordato che esistono problemi aperti, e ci mancherebbe che non si tentassero strade diverse per costruire progressivamente una teoria sempre più attendibile. <> Conosce le impronte di esseri umani moderni a Laetoli in Tanzania, risalenti a 3,6 milioni di anni fa?<>Sì. Tre ominidi, stazione eretta, arco plantare, soffice cenere vulcanica, 1 metro al secondo. Poi si può discutere sul significato della parola “moderni” nel contesto dato … Ma cosa c’entrano col nostro discorso?<> …l’essere umano è meno adattato rispetto uno scimpanzè… <>Adattato… a cosa? Non esiste l’adattamento “assoluto”. Un carattere può essere vantaggioso in un contesto e svantaggioso in un altro.<> la pelle glabra dell’uomo… non arrecò alcun vantaggio… <>Ci sono molte ipotesi di possibili vantaggi connessi alla perdita della pelliccia. Peccato, sarebbe stata così comoda :o)<> …essere in una popolazione limitata, non è un vantaggio dal punto di vista genetico, ma piuttosto uno svantaggio… <>Questo non è per niente una novità! I genetisti della prima metà del Novecento ce l’avevano già chiarissimo, e prima di loro …l’umanità intera, che con il rigido tabù dell’incesto presente in tutte le culture mostra di conoscere benissimo da sempre le nefaste conseguenze degli incroci fra consanguinei. Dov’è lo <>scoop<>?<> …dovrebbero esistere miliardi di anelli di congiunzione tra le specie, ma non ci sono… <>Miliardi… un po’ troppino, credo. Gli anelli di congiunzione fra le specie… cosa dovrebbero essere se non altre specie? Cosa manca?<> Credere che tutta la complessità e varietà del Dna sia derivata da Errori Tipografici Fortunati è così assurdo e improbabile che lo si può sostenere solo barando, e censurando la Ragione <>Non capisco perchè sostiene che il genoma di un organismo dovrebbe essere – in una visione evoluzionistica – il risultato di errori tipografici fortunati (maiuscoli, perchè?). Non capisco a cosa si riferisca. Nessuno si è mai sognato di dire che un milione di nucleotidi possano essersi assemblati istantaneamente e correttamente dando origine al genoma di un batterio bell’e pronto. E’ ovvio che si è partiti da una condizione più semplice, come ho già detto: per esempio dalla capacità dell’RNA di autoassemblarsi intorno a particelle di argilla che fungono da catalizzatori di polimerizzazione; da quella del DNA di autoduplicarsi; da quella dei fospolipidi di formare spontaneamente vescicole sferiche cave in ambiente acquoso, creando così un inizio di compartimentazione; come vede, nessuna mano invisibile è necessaria, nessuna misteriosa forza: sono sufficienti le proprietà intrinseche delle macromolecole organiche.E poi, non parli solo di complessità del DNA, perchè guardi che altrimenti l’RNA e le proteine si ingelosiscono: loro non sono meno complesse! :o) Come ho già detto, la natura dei viventi è “frattale”: si trova la stessa complessità a tutti i livelli strutturali e funzionali!<> E’ come aspettarsi che lo scimpanzè… scriva … La Divina Commedia… <>Ho già commentato la faccenda dello scimpanzè e del gioco dello Scarabeo. Non fa onore nè alla sua intelligenza nè alla sua correttezza ripetere sostanzialmente gli stessi esempi ignorando le mie corrispondenti risposte.<> l’attivazione dei geni [dell’insetto in metamorfosi] viene modulata dagli ormoni, già questo è inspiegabile per una ipotetica evoluzione basata su mutazioni casuali del Dna <>Perchè inspiegabile? Questa è un’affermazione arbitraria.<> non è possibile spiegare la metamorfosi attraverso la teoria dell’evoluzione <>Altra affermazione arbitraria.<> un link interessante di un sito evoluzionista che lei sicuramente conoscerà, Pikaia: La scomparsa dei dinosauri non causò la diffusione dei mammiferi… <>L’esempio che Lei cita non mette in discussione in alcun modo nè l’idea generale di evoluzione nè i metodi di studio di paleontologi e genetisti per costruire i dendrogrammi, che anch’io ho citato nel commento precedente. Anzi, l’articolo che lei cita conferma in pieno l’efficacia di tali tecniche di ricerca: dall’esempio che lei porta, ne escono rafforzate. Lo spostamento all’indietro o in avanti di un evento biologico nello studio dell’evoluzione di classi di viventi è un fatto assolutamente normale e che avviene continuamente, fa parte della dinamica della ricerca della materia e va ovviamente di pari passo con l’acquisizione di nuovi dati e nuovi strumenti. Chi le ha fatto credere che questo esempio bastasse a minare la credibilità dell’evoluzionismo, semplicemente, l’ha ingannata.<>l’evoluzionismo è una ideologia atea che serve per desacralizzare la vita dell’essere umano, ovvero l’uomo è un animale, dunque è lecito l’aborto, l’eutanasia e l’eugenetica <>E’ vero che alcuni evoluzionisti, con un’operazione scorretta a più livelli, mettono in discussione l’irriducibile alterità dell’essere umano rispetto al resto del regno animale. Ma questo non è una conseguenza diretta dell’evoluzionismo, bensì una sua deriva culturalmente deteriore (e marginale). Come dire: c’è chi può usare una sedia per ammazzare i propri simili, brandendola e percuotendoli sulla testa; ma non per questo consideriamo le sedie qualcosa di intrinsecamente cattivo, che dev’essere abolito. Il fatto che si possa usare – arbitrariamente, scorrettamente, a-scientificamente – una teoria per sostenere qualcosa di sbagliato <>non dimostra affatto<> che la teoria sia necessariamente sbagliata.<> il selvaggio lavoro di quanti credono che l’uomo sia una bestia… <>Penso che le parole del santo J.Escrivà non si riferiscano ai poveri studiosi dell’evoluzione, ma piuttosto a chi nega la legge naturale, che dà testimonianza a ciò che è bene e ciò che è male nella coscienza di ogni uomo e donna; a coloro, insomma, che negano la libertà dell’uomo.Per concludere, La invito a leggere il mio ultimo post su quello che ritengo sia un pericolo in cui facilmente alcuni cattolici incorrono nel dibattere alcune teorie scientifiche. Inoltre, se gli argomenti di biologia La appassionano, Le consiglio di darsi delle buone solide basi, studiando su testi autorevoli, che daranno maggiore consistenza alle Sue nozioni e Le permetteranno di riconoscere e di difendersi meglio dalle manipolazioni e mistificazioni di certi anti-evoluzionisti di scarsa passione per la verità. Infine, appena pronta la mia piccola antologia di ciò che il magistero pontificio ha detto sull’argomento, potrà definitivamente rasserenarsi sul fatto che l’evoluzione non è affatto cosa così cattiva come qualcuno gliel’ha dipinta.

  5. Il post a cui mi riferisco verso la fine del mio commento precedente è < HREF="http://pokankuni.blogspot.com/2009/02/i-nemici-dei-miei-nemici-non-sono.html" REL="nofollow">questo<>. Mi scuso per non averlo linkato. Saluti!

  6. Ho riletto il mio precedente commento, o meglio la bozza scritta in fretta che ho postato. Devo ammettere che non sono capace di argomentare e, non ho il dono dell’eloquenza, oltre a sviluppare in modo assai ingarbugliato le frasi (soggetto e predicato che vagabondeggiano ecc..)La biologia mi appassionava!Ho perso l’entusiasmo per questa disciplina, per colpa della mia professoressa atea-laicista di microbiologia, che negava l’intervento Divino; poco mancava che chiedesse [a me e ai miei compagni di classe :D] di iscriverci all’uaar, (l’unione degli atei agnostici)E’ un peccato che non abbia avuto una professoressa credente e sopratutto cattolica come lei alle superiori (possiede anche il senso dell’umorismo; questo è sintomo di intelligenza). Forse adesso sarei un biologo molecolare, sempre però anti-evoluzionista 😀 Nessuno mi ha fatto il “lavaggio del cervello” sulla ipotetica teoria evolutiva, nessuno mi ha ingannato. Diciamo che ho voluto “io” approfondire l’argomento, perchè moltissime ipotesi (congetture) non mi convincevano. Non credo ci sia bisogno di avere nozioni particolari di biologia, di biochimica o di altro, per capire che [l’evoluzionismo :D] è solo una ipotesi, ormai a servizio dell’ideologia ateo-materialista. come avrà già capito questa è “la mia personale convinzione”. Credo che la nostra maestra e madre, la Chiesa Cattolica, non metta dei paletti che vietano di credere all’evoluzione, purchè sia originata da Dio e, tantomeno vieti di credere all’Intelligent Design.Cito alcune fonti [sull’evoluzionismo :D] da cui attingo, ovvero gli studi di alcuni scienziati, anche evoluzionisti:<>Albert Einstein<> poté dichiarare (nel 1950): “<>Considero le dottrine evoluzionistiche di Darwin, Haeckel e Huxley tramontate senza speranza<>“Cito il dr. W.R. Thompson, entomologo [evoluzionista] di fama mondiale e direttore per molti anni del Commonwealth Institute of Biological Control di Ottawa. Il prestigio del dr. Thompson in campo scientifico era tale che, nel 1959, egli fu scelto perché dettasse la prefazione all’edizione del centenario de “L’origine delle Specie” di Darwin. Tale prefazione è senz’altro un attacco frontale all’ipotesi evoluzionista, dovuto alla penna di uno dei più grandi scienziati del mondo. Essa merita d’essere letta. Vi è detto fra l’altro:“<>Questa situazione in cui degli uomini si uniscono per difendere una dottrina, che essi non sono capaci di definire scientificamente e ancor meno di dimostrare con tutto il rigore scientifico, ma che essi cercano di accreditare presso il pubblico sopprimendo le critiche ed eliminando le difficoltà, questa situazione nella scienza è anormale e sgradita”. E più avanti egli afferma: “Il successo del darwinismo ha avuto come corollario un declino della onestà scientifica<>“Il dr. T.N. Tahmisian, fisiologo presso la Commissione per l’Energia Atomica dell’Unione Europea (EURATOM), ha dichiarato:“<>Gli uomini di scienza che vanno di qua e di là ad insegnare che l’evoluzione fa parte della vita, sono grandi scienziati? Essi non sono altro che dei grandi truffatori, e la storia che raccontano è forse la più grande mistificazione mai conosciuta.<>“Popper avverte di un pericolo:“<>Ogni teoria, anche una teoria scientifica, può diventare una moda intellettuale, un sostituto per la religione, un dogma dietro cui trincerarsi’. Questo è stato certamente vero per la teoria evoluzionistica<>” (Patterson, evoluzionista).“<>Più si studia la paleontologia, più ci si rende conto che l’evoluzione è basata solo su una fede<>” (More, evoluzionista).“<>La teoria darwiniana, modificata ma ancora caratteristica, è diventata essa stessa un’ortodossia, predicata dai suoi aderenti con fervore religioso, e dubitata, essi credono, solo da pochi confusi, imperfetti nella fede scientifica<>” (Grene, evoluzionista).La citazione del grande biologo tedesco Hoimar Von Dithfurt [evoluzionista], la dice lunga sulla funzione di propaganda [atea] dell’evoluzionismo:“<>La probabilità della formazione di una sequenza di citocroma-C è probabilmentepari a zero. Ovverosia, se la vita richiede una certa sequenza, si potrebbe direche questa ha la probabilità di realizzarsi verosimilmente una sola voltanell’intero universo. Diversamente, alcuni poteri metafisici al di là dellanostra definizione sarebbero dovuti intervenire nella sua formazione. <>Accettarequest’ultima proposizione non è tuttavia appropriato agli scopi della scienza.Noi dobbiamo, dunque, prendere in esame la prima ipotesi<><>“Riguardo le mutazioni:“<>Le mutazioni necessarie per la macro-evoluzione non sono MAI state osservate. Nessuna mutazione casuale che possa rappresentare le mutazioni richieste dalla Teoria Neodarwinista e che sia stata esaminata al livello molecolare ha aggiunto alcuna informazione. La domanda che pongo è: le mutazioni osservate sono del genere che richiede la teoria come supporto? La risposta che ne risulta è: NO!<> – (Dr. Lee Spetner, “Lee Spetner/Edward Max Dialogue: Continuing an exchange with Dr. Edward E. Max”, 2001,)Pierrè Grasse, zoologo francese evoluzionista, ex presidente dell’accademia francese delle scienze ha scritto:“<>L’opportuna apparizione di mutazioni che permettono agli animali e alle piante di soddisfare le loro necessià è difficile da credere. La teoria darwinista, nondimeno, è anche più esigente nel domandare: una singola pianta, un singolo animale richiederebbero migliaia e migliaia di eventi appropriati e fortunati. Così i miracoli diventerebbero la norma: eventi con una infinitesimale probabilità non mancherebbero di accadere… Non esiste una legge che vieti di sognare a occhi aperti, ma la scienza non può indulgervi<>” – (Pierre-P Grassé, Evolution of Living Organisms, New York, Academic Press, 1977)Come avrà capito la sintesi non mi appartiene.Le confesso che mi ha fatto piacere chiacchierare con una biologa molecolare. Leggerò volentieri la piccola antologia che sta scrivendo [sull’evoluzione :D] del magistero pontificio.“<>Poca scienza allontana da Dio, molta scienza avvicina a Dio<>” – (Louis Pasteur)Cordiali saluti 🙂

  7. Carissimo FP, anche stavolta potrei provare a rispondere a ciascuno dei suoi <>testimonial<>, ma poichè questo <>thread<> non è una gara a chi avrà l’ultima parola – che mi ricorderebbe un po’ le maratone di danza della Grande Crisi americana, raccontate da un film dal titolo eloquente: < HREF="http://www.imdb.com/title/tt0065088/" REL="nofollow">“Non si uccidono così anche i cavalli?”<> – riterrei opportuno, a questo punto, sospendere la nostra singolar tenzone. Sa com’è, ho <>anche<> una vita privata, marito, figli, spesa da fare, magari perfino un lavoro professonale da fare in modo non troppo schifoso, dopo notti passate alla tastiera… :o)Non sono riuscita a convincerLa. Mi dispiace, ma pazienza. Da parte mia mantengo grande rispetto per le Sue opinioni e stima per Lei come persona. Credo di aver chiarito a sufficienza che da parte mia l’evoluzione non è una fede, bensì semplicemente un’opzione su base probabilistica, cioè l’ipotesi di lavoro che mostra di offrire gli strumenti migliori per aiutarci a capire come stiano veramente le cose della natura. Questo, infatti, è (o dovrebbe essere) il desiderio ardente di noi tutti, evoluzionisti e antievoluzionisti.Con simpatia, P.

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