Non sparate sull’evoluzionista!

Qualche stralcio dall’ottimo articolo di Amerigo Barzaghi, tratto da Il Sussidiario.net, DARWIN/ La Chiesa alla tavola alta dell’evoluzione: inutile dire che vi invito a leggerlo tutto!

La posizione della Chiesa è molto distante da quelle correnti tipicamente americane contro cui gli evoluzionisti combattono in modo convinto: niente fondamentalismi biblici, e niente Intelligent Design. Di entrambi gli argomenti si è parlato, senza però condividerne i concetti cardine ed anzi criticandoli fermamente: un’invasione teologica in ambito biologico non è utile né ad una scienza che voglia definirsi veramente tale né ad una seria riflessione teologica, che si avvale di altre metodologie per la sua indagine. Ed è mancata anche quella attitudine di un certo tipo di scientismo, non infrequente tra alcuni scienziati, che usa i risultati della scienza a sproposito per sostenere weldtanschauugen filosofiche ateistiche e materialistiche, totalizzanti ed onnicomprensive.

Questo è ciò che la povera Pokankuni si è affannata a dire e ridire, qui e altrove, in questi ultimi giorni!… Ora Pokankuni è un po’ più felice!

La biologia evoluzionistica ci offre oggi una mole impressionante di dati a suo favore. La cornice classica, la famosa Sintesi Moderna, è quindi ancora il punto di riferimento per un’indagine seria, ma con alcune novità di tutto interesse: l’affascinante disciplina dell’Evo-Devo innanzitutto (in questa occasione presentataci dal brillante e simpaticissimo Scott Gilbert), che ci insegna come il processo dello sviluppo embrionale sia importante anche per l’insorgenza di novità potenzialmente significative in termini evolutivi; in questo ambito rientrano pure le recentissime scoperte legate alla cosiddetta “eredità epigenetica”. Ma si è parlato anche di fisica, o meglio di biofisica: i processi di auto-organizzazione e di “criticità dinamica” della materia vivente sono importantissimi e da affiancare alla selezione naturale – che agisce sulle variazioni casuali che insorgono a livello del DNA – ed al già citato momento dello sviluppo embrionale.

Pokankuni sta per piangere di gioia.

Della parte filosofica invece ricordiamo l’importantissima distinzione tra naturalismo metodologico e naturalismo ontologico. Il primo è l’approccio che una qualunque scienza empirica deve adottare: per la sua indagine sulla natura, lo scienziato deve andare a caccia esclusivamente delle cause naturali soggiacenti ai fenomeni di interesse. Il secondo invece rappresenta una vera e propria interpretazione filosofica del mondo, che reputa vera solo quella parte della realtà che è indagabile empiricamente, ed attribuisce un valore ontologico solo a questa. La scienza deve adottare quindi un naturalismo metodologico, ma una posizione filosofica come quella del naturalismo ontologico non è argomentabile tramite la scienza empirica.

Pokankuni aveva già detto anche questo! (sniff! avete per caso un fazzoletto?). E dedica le righe seguenti ad Orsobruno:

L’eliminazione della metafisica (e quindi della filosofia e della teologia) non è giustificabile scientificamente sulla base dei dati che ci confermano la realtà del processo evolutivo. La teoria evolutiva non può dunque avere la pretesa di delegittimare le indagini di tipo filosofico e teologico. Inoltre, la concezione di teleonomia risulta essere preferibile, all’interno delle scienze naturali, rispetto a quella di teleologia: mentre la prima sottolinea bene la tendenza interna di tutti gli organismi a rimanere in vita ed a propagarsi, la seconda pertiene agli ambiti filosofici e teologici, che possono legittimamente interrogarsi sulle direzionalità della storia, comprese quelle escatologiche tipiche della tradizione cattolica.

E già che c’è, Pokankuni pensa che al maritino piaceranno anche le righe seguenti:

E’ stato ricordato come siano da distinguere le cause seconde dalle cause prime. L’indagine del mondo naturale ci permette l’accesso alle cause seconde. L’indagine sulle cause prime è però di pertinenza filosofica e teologica. In questo senso, è possibile accettare unitamente il concetto di creazione della realtà da parte di un Essere superiore e quello dell’evoluzione, intesa come il dispiegarsi delle cause seconde a partire dall’atto di creazione originario da parte della causa prima. I concetti di creazione e di evoluzione non sono quindi mutuamente esclusivi. Possono coesistere, e sono conoscibili tramite due approcci alla realtà diversi: il mondo è conoscibile tramite la scienza empirica; ma la ragione umana possiede anche una potenzialità autoriflessiva e di indagine speculativa che, unitamente all’esperienza religiosa elementare che lo caratterizza, gli permette anche di interrogarsi sulla causa prima.

E sebbene siamo già in quaresima, lasciatemi dire: Amen, alleluia!!!

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7 thoughts on “Non sparate sull’evoluzionista!

  1. Ottima la parte in cui distingue tra naturalismo metodologico e naturalismo ontologico. E’ la base della distinzione tra scienza e filosofia della scienza, a mio avviso. Andrebbe fatta leggere a svariati neurobiologhi materialisti (oltre ai razionalisti dell’uaar). Ciao!

  2. processi di auto-organizzazione e di “criticità dinamica” della materia vivente…Cosa si intende per auto-oraganizzazione della materia in assenza di un disegno intelligente?

  3. Scusa, approfittando del fatto che sei una persona di scienza e anche credente,vorrei chiederti una cosa.In tutta questa gran quantità di dati che la scienza ci offre ogni giorno, Dio che ruolo ha?Non è che è diventato una specie di optional?Se ha un ruolo, mi potresti indicare (cortesemente in parole semplici) come pensi che Dio svolga un ruolo?Forse scrivendo i codici genetici?Ti ringrazio, e scusa per l’ignoranza, ma i miei studi sono ben diversi dai tuoi.P.S.: Mi chiamo Antonio

  4. <>N.B.: questa è l’ultima volta che rispondo ad un commento anonimo: d’ora in poi i commenti anonimi – cioè di autenti non registrati e neppure “firmati”, anche solo con un nickname – saranno inesorabilmente cancellati.<>@ Anonimo delle 7.15:Nessuno ha affermato l’<>assenza di un disegno intelligente<>, nel convegno. Le parole <>no all’Intelligent Design<> si riferiscono all’insieme di specifiche affermazioni di chi porta avanti l’< HREF="http://en.wikipedia.org/wiki/Intelligent_design" REL="nofollow">interpretazione così chiamata<>, che come ho cercato di dimostrare negli ultimi giorni è assai discutibile sia sul piano biologico, sia filosofico e teologico.@ Antonio: <>In tutta questa gran quantità di dati che la scienza ci offre ogni giorno, Dio che ruolo ha?<>Dio ha il ruolo di Creatore. La scienza può spiegare come la materia si trasforma, e le leggi che governano queste trasformazioni; ma non può dirci nè come ha fatto a cominciare ad esistere, cioè Chi le ha dato l’esistenza, nè tantomeno <>perchè<> esiste. Quindi Dio non è affatto un optional: o c’è – ed è il Creatore di tutto -, o non c’è, ma questo va contro la retta ragione.Il ruolo di Dio, o meglio la sua volontà creatrice è… dappertutto! Ho detto prima che la materia si trasforma seguendo delle leggi. Ebbene, Dio ha creato la materia, e l’ha voluta proprio con le sue leggi. Il codice genetico che tu citi è un esempio meraviglioso della raffinata sinfonia di leggi che regolano il mondo dei viventi. Ce ne sono miriadi di altre. La natura è ricolma di una stupefacente bellezza, a volte evidente, a volte ben nascosta, accessibile solo a chi studia a fondo. Questa bellezza è la “firma” di Dio, in questo senso, ed è dappertutto: certo, non tutti sono disposti a riconoscerlo, per varie ragioni.

  5. Grazie della tua cortese risposta.Volevo solo aggiungere questo.Ovvero, quando dici che Dio ha creato la materia, e l’ha creata proprio con le sue leggi, lo dici per fede o perchè ci sono delle evidenze che, ancorchè non dimostrabili in modo apodittico, non possono che ricondurre a Dio?P.S.: Come vedi, queste questioni hanno scosso la mia fede….Sono arrivato al tuo blog grazie alla segnalazione di un forumista del forum “Cattolici romani” al quale sono iscritto e al quale mi sono rivolto per avere risposta a questi miei dubbi sopravvenuti.Antonio

  6. Sia grazie alla fede, sia grazie alle evidenze di cui parli. La prima è un dono, conferito dal Battesimo; le seconde un dato di senso comune (se ne parla molto < HREF="http://filosofiaefede.blogspot.com" REL="nofollow">qui<>, se ti interessa), ovvero accessibile alla retta ragione. Né l’una né le altre sono di pertinenza del metodo scientifico, che per essere applicato correttamente può occuparsi solo degli oggetti materiali. Il che ovviamente non equivale a dire che la scienza debba postulare la non-esistenza di Dio, bensì che semplicemente non può occuparsi di tale questione. Credimi, non c’è nulla nelle indagini e scoperte scientifiche che possa scuotere o minacciare la fede: anzi!

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