Una buona notizia dall’ONU

I lavori della Commissione delle Nazioni Unite su Popolazione e sviluppo si concludono senza che sia passata la proposta di includere nel documento finale l’aborto fra i diritti riproduttivi e sessuali.

Questa che segue è la mia traduzione dell’articolo di Samantha Singson, UN Commission Ends with Delegations Saying No to Abortion.

Al sorgere del sole sull’ultimo giorno dei negoziati in seno alla Commissione sulla Popolazione e lo Sviluppo (CPD) presso le Nazioni Unite (ONU) di oggi, le delegazioni sono state ancora coinvolte in un controverso dibattito in materia di “salute e diritti riproduttivi e sessuali”, che alcuni comitati radicali delle Nazioni Unite e alcune organizzazioni non governative hanno interpretato e utilizzato per promuovere l’aborto. Quando gli Stati membri dell’ONU si sono riuniti presso la riunione di chiusura per adottare il documento, alcune delegazioni hanno preso la parola per chiedere l’esclusione dell’aborto dal documento.

Fino all’ultimo momento, l’espressione contestata “salute e diritti riproduttivi e sessuali” era rimasta nella bozza del documento finale. Appena prima della sua adozione, l’Iran ha preso la parola opponendosi all’uso della frase, rilevando che non era mai stata inclusa prima in alcun documento negoziato delle Nazioni Unite. L’Iran ha sottolineato che l’espressione rimane problematica per un certo numero di delegazioni e ha esortato la Commissione a tornare all’espressione precedentemente concordata e attentamente negoziata nel Programma d’Azione della Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo sviluppo (ICPD) del 1994, la cui interpretazione comune non include il diritto all’aborto.

Nel tentativo di ottenere un accordo, il presidente del Messico ha sospeso l’incontro e dopo venti minuti, è tornato in aula e ha annunciato che la proposta dell’Iran sarebbe stata accettata, e che il termine “salute e diritti riproduttivi e sessuali” sarebbe stato rimosso dal testo. Il documento è stato poi adottato a maggioranza.

Numerose delegazioni, tuttavia, sono andate oltre e hanno rilasciato dichiarazioni al fine di escludere esplicitamente l’aborto dal documento della CPD e per ribadire che il documento non ha creato nuovi diritti. Comore, Perù, Polonia, Irlanda, Cile, la Santa Sede, Malta, Saint Lucia hanno preso la parola contro le altre espressioni correlate alla salute riproduttiva, come “diritti riproduttivi”, “servizi di salute riproduttiva” e “salute sessuale e riproduttiva” e hanno sottolineato che questi non potevano essere interpretati in modo da “sostenere, difendere o promuovere” l’aborto.

L’ambasciatore di Malta ha dichiarato che la sua delegazione trova più difficile accettare le risoluzioni di organismi delle Nazioni Unite come il CPD dove siano presenti ripetuti tentativi di espandere il concetto di “salute riproduttiva” fino a includere l’aborto.

Saint Lucia ha fatto una esplicita opposizione all’espressione “aborto sicuro”, perché il termine potrebbe “dare l’impressione che l’aborto sia una procedura completamente priva di rischi medici e psicologici.” Saint Lucia ha anche evidenziato una disposizione del documento della CPD, in cui si invitano gli Stati in cui l’aborto è legale a “formare e attrezzare i fornitori di servizi sanitari e adottare le misure necessarie per garantire che tale aborto sia sicuro e accessibile.” Il rappresentante di Saint Lucia ha sottolineato che la sua delegazione intende questa disposizione come priva di effetto sul diritto degli operatori sanitari di rifiutarsi di eeguire o portecipare ad aborti per una questione di coscienza, affermando: “Ancora una volta, non vengono creati o riconosciuti nuovi diritti in questo documento, e il diritto universale di coscienza non può in alcun modo essere scavalcato o indebolito.”

Solo il rappresentante della Norvegia ha espresso rammarico che il termine “diritti sessuali e riproduttivi” non sia stato accolto nel testo, dicendo che nel suo paese vi è un ampio accesso all’aborto e praticamente nessun effetto negativo sulle donne.

La prossima riunione della CPD si terrà nel mese di aprile 2010.

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4 thoughts on “Una buona notizia dall’ONU

  1. Ciao pokankuni,trovo il tuo blog molto interessante, tra l’altro vedo che abbiamo amici in comune mi riferisco samizdatonline.Ti ringrazio per avermi sottolineato questa notizia, visti gli andamenti di alcune organizzazioni Onu in fatto di pianificazione delle nascite e finanziamento aborto, oggi è sicuramente una bella vittoria.un abbraccio terry

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