"Non lo sapevo"

dall’ultimo (ahimè) post: Au revoir, mes amis“, nel blog The Dawn Patrol

La scorsa settimana, alla conferenza di apologetica cattolica presso l’Envoy Institute, sono stata avvicinata da un giovanotto che mi ha detto di essere cresciuto in una famiglia cattolica, ma che ora frequentava una chiesa protestante. Mi ha detto che le sensazioni che provava durante il culto protestante erano più forti di qualsiasi cosa avesse mai avvertito durante una Messa cattolica.
“Ma lei si rende conto,” gli ho detto, ” che in una Messa cattolica, Gesù è realmente e veramente presente sull’altare?”
Mi aspettavo che ribattesse qualcosa del tipo “E’ presente nella mia chiesa tanto quanto lo è nella Messa”.
Ma non mi ha risposto così. Mi ha guardato con semplicità e ha detto: “No, non lo sapevo”.
Allora gli ho detto quel che potevo, e l’ho invitato a chiedere a uno dei sacerdoti presenti cosa avviene realmente durante una Messa. Ed effettivamente se n’è andato a parlare con un prete che era lì: e ci ha parlato per nove ore circa, mi hanno detto, grazie a Dio.

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6 thoughts on “"Non lo sapevo"

  1. Mi hai fatto tornare in mente questo episodio:

    Quando facevo scuola a Milano, all’Istituto di Pastorale, ho dato una lezione sulla risurrezione di Cristo. Finita la lezione una signora si avvicina e fa: “Ma lei vuol proprio dire che Gesù è vivo…?». «Sì, signora; che il suo cuore batte proprio come il suo e il mio”.“Ma allora bisogna proprio che vada a dirlo a mio marito”.

    «Brava, signora, provi ad andarlo a dire a suo marito”. Il giorno dopo la signora torna da me e mi dice: “Sa, l’ho detto a mio marito”. «E lui?”. “Mi ha risposto: “ Ma và, avrai capito male”.

    Notate, che quella era una catechista. Eppure era sconcertata. Io le faccio avere la registrazione delle lezioni. Lei la fa sentire a suo marito. Se è così, cambia tutto E lui, alla fine, crolla: “Ma se è così, cambia tutto!”.

    Pensateci, e ditemi se non è vero: se quell’uomo, bello, buono, eccezionale, è davvero Dio, e se è ancora tra noi, allora cambia davvero tutto.

    Giacomo Biffi dixit!

  2. Ma perchè ci meravigliamo?
    Sono tantissimi i giovani oggi che sono battezzati cattolici e non sanno nulla, ma proprio nulla, della loro fede (purtroppo) – prendete i giovani Testimoni di Geova (ho parlato con molti di loro), non sapevano niente del Cattolicesimo e ora, convertiti ai TdG, sanno tutto sul vangelo e sui TdG! Parlando con una, recentemente, mi ha detto: se sapevo quello che mi stai dicendo sul Cattolicesimo forse non sarei mai diventata TdG!

  3. Chiedo scusa per il ritardo con cui vi rispondo!

    Penso che stiamo scontando le conseguenze di un errore che a sua volta è stato la risposta a un altro errore. Nel giro di due generazioni circa, siamo passati da un'errata riduzione del cristianesimo a dottrina (insieme di nozioni) a un'altra, altrettanto errata, di cristianesimo come semplice esperienza. Reagire a un'eccessiva enfasi sulle cose da "sapere" è stato giusto, ed ha anche seguito la fioritura di movimenti ispirati dallo Spirito Santo nel ventesimo secolo, che mettevano l'accento più sul "vivere"; ma un eccesso in questo senso ha svuotato di contenuti la fede (impedendole fra l'altro di incidere sulla cultura, con le nefaste conseguenze che conosciamo), e spesso – come i due esempi citati da Dawn Eden e dal cardinale Biffi mostrano – l'hanno strozzata del tutto.

    Il fatto è che i due aspetti sono inseparabili, e corrispondono alla struttura della nostra mente, che ha bisogno di capire la verità poco a poco, un aspetto per volta, un concetto dopo l'altro, oserei dire… a fettine sottili, a differenza dell'intelligenza angelica che coglie la verità come tale, immediatamente. Disprezzare una paziente catechesi, trascurare l'umile studio d quello che la tradizione chiama dottrina, a volte può infatti tradire una tentazione di orgoglio: "io vivo il cristianesimo e quindi lo capisco tutto quanto, i libri non mi servono a niente".

    Gesù Cristo ha detto che Lui è Via, Verità e Vita. Mi sembra un'ottima sintesi di questi diversi aspetti. Una Verità che non ti mette in cammino sulla Via non serve a niente; nello stesso tempo, non si può rinunciare alla Verità e buttarsi semplicemente sulla Via, perchè altrimenti si perde la Vita.

  4. Rispondo con molto ritardo a Vittoria,scusa sai dirmi in quale movimento cattolico riconosciuto dal Papa e dalla Chiesa non si faccia un'umile e seria catechesi?Io conosco parecchi movimenti cattolici e raramente ho conosciuto convertiti al protestantesimo o ai TdG che venissero da lì.Va con i Tdg chi è entrato in una Chiesa Cattolica solo in tre occasioni:Battesimo,Matrimonio e funerale (di qualche parente)
    Velenia

  5. Non volevo dire che la fede vissuta nei movimenti è alternativa a quella, come definirla? "attrezzata" dalla catechesi. Anzi, la crisi della dottrina è più evidente in ambito parrocchiale che nei movimenti. Tuttavia, c'è un "abc" della fede, di cui la struttura stessa della nostra intelligenza ha bisogno, e che a volte nella vita dei movimenti rischia di passare in subordine al semplice "esserci": l'esperienza nuda e cruda – tranne rare eccezioni – non sostituisce quella che giustamente chiami un'umile e seria catechesi, sebbene di per sè sia più importante della catechesi.
    Quanto alle altre osservazioni che fai, sono perfettamente d'accordo. Ciao, e benvenuta!

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