Una discussione su Facebook

Due giorni fa, un amico (che per rispettare la sua privacy chiamerò XY) propone su Facebook un link al sito web del Gornale, in cui vengono riproposte alcune pagine dell’ultima Oriana Fallaci, commentate dall’articolista dicendo che si starebbe avverando ciò che predisse sul pericolo dell’Islam contro il mondo occidentale. Il mio amico aggiunge semplicemente: “per riflettere”.
E io rifletto. Poiché lo conosco bene da anni, come un cristiano cattolico molto ma molto migliore, più impegnato e più intenso di me, mi sento ferita dal messaggio profondamente non-cristiano che le voci come quelle della Fallaci diffondono, trovando un’eco vasta e convinta anche, appunto, fra cristiani davvero …insospettabili. Mentre altri amici cliccano su “mi piace” per manifestare a XY la loro approvazione, nella maniera spiccia e simpatica tipica di Faceboook, io metto mano alla tastiera e gli dico il mio sconcerto. Questo è il botta-e-risposta che ne segue.

VP

Sono assolutamente in disaccordo, oggi così come quando scrisse quelle cose. A mio modo di vedere aveva torto allora ed ha torto ancora oggi. Ma perchè i cristiani sentono il bisogno di queste battaglie che di cristiano non hanno proprio niente? Forse che la nostra identità può stare in un “essere contro”?

XY

Essere contro mai. Ma difendere i valori sempre.

San Paolo scrive “esorta, ammonisci, annuncia in ogni occasione opportuna e non opportuna”. Qui non si tratta di essere contro qualcuno, ma di difendere se stessi. Le persone vengono prima, ma le idee vanno combattute. Questo mi piace di Oriana, non gli eccessi. Non aveva torto, secondo me, ed oggi si avverano le sue profezie. Purtroppo. Anch’io sono assolutamente in disaccordo con ciò che affermi Vittoria. Con rispetto per te si intende. Ma questo lo sai già, ne son sicuro.

VP

“Difendere i valori”: certo! più ancora: affermare la verità sull’uomo, tutta intera. Questo è più che difendere, questo è un movimento in avanti, non semplicemente un mantenere le posizioni, e mi piace di più. Ma comunque.
Ora, la faccenda è semplice: se noi cessiamo di accogliere l’altro, i valori che difendiamo a parole vengono smentiti nei fatti!

Vedi, secondo me il punto è che gli “occidentali” non cristiani, come la Fallaci, devono necessariamente – logicamente – porsi in una linea duramente difensiva. Come la Fallaci dice nei pezzi che hai riproposto, la libertà per loro è una faticosa conquista. Ma per noi cristiani è diverso! Noi siamo già liberi, sempre liberi, “dal di dentro”! Nell’accoglienza dell’altro, un non cristiano è sempre impaurito di perdere qualcosa – o se stesso. Ma noi non abbiamo nulla da perdere, perchè Cristo ha già vinto! Per questo, solo per questo, ci muoviamo verso gli altri senza paure, senza angosce difensive.

Quando san Paolo dice le parole che tu citi nel tuo secondo commento, parla appunto di questa generosa spinta in avanti, il cui motore non può essere nè la rabbia nè la paura, ma al contrario, la certezza di dover donare a nostra volta – ben più che difendere! – ciò che ci è già stato donato con sovrabbondanza, e donato per gli altri. Saraceni compresi. Perché sarebbero fra noi altrimenti? Non vedi che il Signore ce li porta fin sotto casa, proprio per questo? Riuscirebbero forse a incontrare Gesù Cristo se restassero a casa loro?

XY

Oddio, sottocasa… magari dentro… ma a me sembra che la Fallaci non se la prenda tanto con loro, e peraltro non avendo le categorie cristiane, non capisce l’accoglienza. Se la prende con chi svende i valori cristiani, e impedisce quindi il senso vero dell’accoglienza. Guarda che il cristianesimo parla anche di autodifesa, di apertura senza dimenticare quelli di casa. Accogliere non vuol dire sbracare…

VP

Chi sbraca, scusa? Io sbraco se saluto con gentilezza il mio vicino di casa musulmano? E gli auguro buon Natale – come, fra parentesi, ho appunto fatto, pochi giorni fa…

Tu dici: “…senza dimenticare quelli di casa”: certamente! Infatti queste chiusure sono sempre accompagnate da un’asfissia della carità fra cristiani, quale quella a cui purtroppo assistiamo oggigiorno. Se ci amiamo poco fra di noi, tanto meno sapremo amare i lontani. Ma è Cristo stesso che ci spinge! Guarda Benedetto!

XY

1) non mi sembra che Oriana parli di te e del tuo vicino di casa, né che io abbia parlato di te. Personalizzare non aiuta
2) nessuno ti vieta di salutare il tuo vicino di casa.
3) non mi sembra che questo sia sbracare.

Detto questo rifletterò sulle tue parole e cercherò di capire meglio. Grazie e buon anno

VP

Davvero non capisco. Se – come dici – né tu né la Fallaci parlate di me, di te, o di quel ragazzo egiziano che ci porta le pizze, insomma della vita vera delle persone vere, allora di cosa stiamo parlando? Forse che le culture – occidentale, islamica, cristiana… – sono qualcosa d’altro? Cosa?

Di cos’altro ha senso parlare, se non dei concreti comportamenti della gente, delle sue scelte, delle sue motivazioni, e di come ci si guarda a vicenda? Cos’altro esiste, del resto?

E se si toglie al cristianesimo l’accoglienza amorosa e incondizionata degli altri, e la testimonianza di un Dio che è morto per ciascuno di loro (di noi), che cosa ne rimane?

P.S. Buon anno!!! 🙂

VP

Piccola conferma che non sono solo sogni: Why Muslims Become Christians

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