Un privilegio invitante

Il sacerdote che ha celebrato la Messa pomeridiana nella mia parrocchia, stasera, ha iniziato così la sua omelia:

La festa di oggi è un’estasi della storia.

La frase mi ha folgorato. Ma siccome ricordo ben poco del resto dell’omelia, e quindi non posso raccontarvela, ho deciso di chiamare in aiuto Paolo VI per portare avanti la riflessione.

A me ha aiutato a capire un po’ meglio, in accordo col sottotitolo di questo blog, cosa la festa di oggi – che altrimenti rischia di suonare asettica, teologica, teorica, “lontana” – abbia a che fare con la mia vita. Come sempre, i grassetti ce li ho messi io.

È il giorno in cui la Madonna, la Madre di Cristo, è riconosciuta immune da ogni colpa, (…) ammirata e esaltata nella sua bellezza primigenia e totale, quale il pensiero di Dio la volle, specchio purissimo di santità e di bontà, tipo ideale e reale per l’umanità rigenerata da Cristo. Incanto, ma non sogno. Privilegio, ma non distante, invitante piuttosto per ogni cristiano a subirne il fascino, a gustarne la gioia.

E la visione, tanto singolare, ma reale, si fa simbolica, esempio, stimolo, luce, conforto per noi, sommersi nel mondo moderno (…).

Oggi ci sia restituito il concetto ideale della vita umana, della dignità della nostra persona e del costume civile e umano, e ci sia ridata la fiducia della possibilità di essere pari alla nostra elevazione a uomini figli di Dio, fratelli di Cristo e abitati interiormente dal mistero dello Spirito Santo. D’essere alunni della Madonna Immacolata, suoi figli, suoi seguaci, suoi protetti.

Questo aspetto pratico e positivo della nostra devozione ci dà coraggio per concorrere a difendere nei nostri giorni la verità dell’amore, l’integrità della famiglia, (…) l’«ecologia» della nostra civiltà che non deve né arrossire, né dimenticarsi di essere cristiana; e quindi di avere la Vergine-Madre Immacolata Maria, vestita di sole, per emblema della propria speranza e della propria salvezza.

Insomma: è ben logico che chi non è cristiano faccia tanta fatica a capire la nostra indomita passione (o perlomeno così dovrebbe essere) per tutto ciò che è umano.

Loro non hanno, come noi, negli occhi e nel cuore una Donna vestita di sole: incanto, nostalgia, speranza intessuta di certezza.

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