Grazie per quando mi fai terra bruciata intorno

Prosegue la pubblicazione di una serie di mie vecchie poesie: questa è la seconda. 

Ero giovane ed irrequieta, il cuore mi scoppiava, e come tanti altri fanno, le ho scritte per dargli un po’ di sollievo.

Ora le pubblico qui perché, semplicemente, mi sono stufata di tenerle chiuse nel solito cassetto: ho voglia di far loro prendere un po’ d’aria. 

Cos’hanno a che fare col tema del blog? Beh, sono quasi tutte sotto forma di preghiera.

Usciranno nello stesso ordine in cui sono state scritte, a fine anni ’80. Le pubblicherò di venerdì, perchè possono essere una buona mortificazione per voi lettori  😉

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Grazie per quando mi fai terra bruciata intorno
terra bruciata
cenere e fumo dei miei sogni e desideri
Acre, l’odore dei fiori bruciati
vederli marcire era peggio però, ti ringrazio;
quanto fumo, non vedo più niente
e mi sento anche un po’ soffocare;
però so che dopo viene il vento
e dopo ancora il deserto è tagliato da un sentiero
mentre tutto ricomincia a germogliare.
Lasciami piangere, anche i miei occhi bruciano oggi,
anche loro scintillavano di girandole colorate,
hai dovuto bruciare anche quelle,
perciò adesso lasciami piangere,
lasciami qui seduta sulla terra calda,
ancora per un po’ di tempo.
Non è che non voglio partire,
è che proprio non ce la faccio.

agosto ’86

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