Cercando di scoprire a forza di carezze

Cercando di scoprire a forza di carezze
la verità che innerba il fascino
– perché io questo vedo, e quella sospetto –
continuo invece a distrarmi dietro
alla mia stessa gioia, e al mio dolore,
ecco dove perdo tempo.
Devo tornare allora al mio lavoro vero,
scarnificare la corteccia a unghiate
perché il sugoso dolce midollo emerga.
Vieni Dio, vieni presto, vieni adesso,
non vedi come mi perdo dietro agli inganni
rutilanti, ai mille riflessi delle luci che inventi.
Gli occhi di un uomo buono,
gli occhi buoni di un uomo, vedi, sono
al culmine di ogni mio desiderio.
Dio, guarda! Non sei Tu un Dio geloso forse?
Lo faccio apposta, così verrai più in fretta.
Dio, sto male! Non m’importa perché:
davanti a Te sono neonata, e piango.
E spio i tuoi movimenti di continuo.
Sei Tu quello che amo. Se no, perché quest’angoscia
nei miei tradimenti. Perché questa spudorata speranza
folle di perdono. Se non ti amassi,
e se non amassi me in Te soltanto,
da tempo ormai mi sarei schiacciata
come un mozzicone di sigaretta.

25-1-’87

Cry Baby

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