Un (altro) Nobel sbagliato

”Ritengo che la scelta di Robert Edward sia completamente fuori luogo” e i ”motivi di perplessità non sono pochi”. Lo afferma all’ANSA il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Ignacio Carrasco de Paula.

English: 8-cell human embryo, day 3

Embrione umano fatto di 8 cellule (Photo credit: Wikipedia)

”Innanzitutto – afferma mons. Carrasco spiegando la sua opposizione alla nomina del professore a cui pure riconosce alcuni meriti scientifici – senza Edwards non ci sarebbe il mercato degli ovociti con il relativo commercio di milioni di ovociti; secondo, senza Edwards non ci sarebbero in tutto il mondo un gran numero di congelatori pieni di embrioni che nel migliore dei casi sono in attesa di essere trasferiti negli uteri ma che più probabilmente finiranno per essere abbandonati o per morire e questo è un problema la cui responsabilita’ e’ del neo-premio Nobel”.

Infine, sottolinea il presidente della Accademia per la Vita, ”senza Edwards non ci sarebbe l’attuale stato confusionale della procreazione assistita con situazioni incomprensibili come figli nati da nonne o mamme in affitto”.

Con la fecondazione in vitro, ”in conclusione – aggiunge mons. Carrasco – direi che Edwards non ha in fondo risolto il problema dell’infertilità, che è un problema serio, né dal punto di vista patologico né epidemiologio. Insomma non é entrato nel problema, ha trovato una soluzione scavalcando il problema dell’infertilita”’. ”Bisogna aspettare – conclude – che la ricerca dia un’altra soluzione, anche più economica e quindi più accessibile della fecondazione in vitro, che tra l’altro presenta costi ingenti”. (Da IL VATICANO CONFERMA PERPLESSITA’ MORALI – Politica – ANSA.it.)

Tra i favoriti del 2010 c’era anche il giapponese Shinya Yamanaka, inventore di una tecnica per ottenere cellule staminali simili a quelle che compongono gli embrioni ma partendo da tessuto di individui adulti, senza il dilemma morale legata all’utilizzo delle cellule embrionali. (Da Medicina, il Nobel a Edwards – Repubblica.it)

Ma tu guarda la coincidenza!

Mamme nonne, uteri in affitto, figli di coppie omosessuali, donne fecondate con il seme del compagno morto, donatrici di ovociti a pagamento: nei suoi 32 anni di storia la fecondazione artificiale ha portato, accanto a tanti successi, anche a situazioni estreme che ripetutamente continuano a sollevare perplessità etiche. I dubbi riguardano le applicazioni di una tecnica che dal 1978, anno di nascita della prima bambina in provetta, Louise Brown, ha fatto nascere nel mondo circa 4 milioni di bambini. Banca del seme. E’ trascorso appena un anno dalla nascita di Louise Brown quando negli Stati Uniti si inaugura la prima banca del seme che, di fatto, si basa sul presupposto che possa esistere la fecondazione eterologa, ossia con seme da donatore esterno alla coppia. Utero in affitto. Sempre negli Usa si registra nel 1984 il primo caso di utero in affitto e nasce il primo bambino da una donna che non è la madre genetica. In Italia il primo caso analogo è del 1994, quando una donna di 45 anni offre il proprio utero in prestito alla figlia di 23 anni, che non poteva avere bambini. Mamme nonne. Nel 1992 in Italia è una ex-ostetrica di 61 anni la prima ”mamma nonna” e fa parte del centinaio di donne che hanno già tentato di diventare madri in menopausa. Sempre in Italia, un anno più tardi una donna di 63 anni diventa mamma. Fecondazione in vitro da genitore morto. Risale al 1995 un caso di utero in affitto molto particolare: una bambina nasce in Italia due anni dopo la morte della mamma perché un ovulo della madre naturale, prelevato quando questa era in vita e fecondato con il seme del padre, era stato impiantato nell’utero della zia paterna. Nascono nello stesso periodo due gemelli nati dopo che la madre è stata fecondata con il seme del marito, morto di tumore. Intanto compaiono i primi annunci di donne che si offrono di donare i propri ovociti. 3mila embrioni distrutti in Gran Bretagna. Nella storia della fecondazione artificiale hanno fatto discutere anche i 3.000 embrioni congelati distrutti nel 1996 in Gran Bretagna allo scadere del periodo di 5 anni previsto dalla legge come termine massimo per la conservazione. 3500 embrioni congelati in Italia. Ancora oggi in Italia sono in attesa di un ”destino” di quasi 3415 embrioni in sovrannumero ottenuti dagli interventi di fecondazione assistita, congelati e che le coppie non intendono più utilizzare. (da I casi più discussi della fecondazione assistita – Blitz quotidiano)

E manca, nell’elenco il numero sconfinato di embrioni “persi” per ogni bambino nato: almeno 8! Mancano i bimbi prematuri (non solo delle gravidanze plurigemellari), mancano i bimbi con danni dovuti proprio alla tecnica, le mamme morte per complicanze dell’iperstimolazione ovarica, i gemelli “sacrificati” perchè troppo numerosi e uccisi dopo l’impianto con aborto selettivo, le tantissime donne deluse perchè la tecnica ha un successo bassissimo, le famiglie sfasciate per un “desiderio” che ha divorato l’amore… Dimenticavo l’eugenetica: dai “fratelli farmaco” agli embrioni scartati perchè malati per arrivare a quelli scartati perchè del sesso sbagliato o a quelli prodotti con gameti scelti da cataloghi in base a intelligenza (?) del “donatore”, colore di occhi e capelli e, ovviamente, della pelle. Poi ci sarebbe da ricordare lo sfruttamento delle donne dei paesi poveri che per soldi si fanno gonfiare di ormoni per vendere i loro ovuli a ricche donne di mezz’età che non hanno avuto tempo prima di fare un figlio e si trovano con le ovaie secche e “la voglia”. (Annarosa Rossetto, in una discussione su una rete sociale)

‘Un’assegnazione che disattende tutte le problematiche di ordine etico e che rimarca che l’uomo puo’ essere ridotto da soggetto ad oggetto”. Cosi’ il presidente dell’Associazione Scienza e Vita, Lucio Romano, ha commentato alla Radio Vaticana l’assegnazione oggi del Nobel per la medicina all’inglese Robert Edwards ”per lo sviluppo della fecondazione artificiale”. Il prof. Romano sottolinea anche l’inaccettabilita’ delle tecniche di fecondazione in vitro, che comportano la ”selezione e soppressione di esseri umani allo stato biologico di embrioni”. ”Teniamo conto – spiega – che Edwards segna la storia, perche’ pratica il passaggio delle tecniche dal mondo degli animali – vale a dire dove, nell’applicazione degli allevamenti, venivano gia’ da tempo messe in essere tecniche di fecondazione artificiale – all’ambito umano. Ma questo non significa assolutamente che cio’, nel suo complesso, rappresenti un progresso dell’uomo nella sua visione globale. E’ un Premio Nobel che deve essere assolutamente preso in considerazione in ragione di un’analisi anche di ordine etico, che a me sembra, attraverso un’assegnazione cosi’ decisa del premiostesso, venga a disattendere tutte le problematiche di ordine etico ad esse connesse”. Romano contesta al neo-Premio Nobel di aver creato, con la sua innovazione, ”un uomo che diventa non piu’ un essere umano frutto di una procreazione, ma viene edificato come ‘prodotto del concepimento’: e sappiamo benissimo come questo tipo di termine, ‘prodotto del concepimento’, ufficializzi – cosi’ come viene usato nella prevalenza dei casi, in ambito ginecologico, in ambito biomedico – quella del riduzionismo antropologico di nuovo da soggetto a oggetto”. ”Quando si considera la vita di un essere umano non piu’ come vita appartenente ad un soggetto, ma come vita della quale si puo’ disporre – conclude il presidente di Scienza e Vita -, e’ evidente che si aprono tutti gli altri campi che non riconoscono la dignita’ della vita, della quale invece si puo’ disporre in qualsiasi momento”. (da Nobel: Scienza e Vita, vittoria Edwards tradisce problemi etici)

”Suscita profondo dolore l’assegnazione del Premio Nobel per la scienza al professor Edwards perche’ non tiene conto delle centinaia di milioni di esseri umani allo stato embrionale – figli – di cui proprio la fecondazione in vitro ha causato deliberatamente la morte in tutto il mondo” questo il commento di Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, all’assegnazione del premio Nobel per la medicina a Robert Edwards. ”Il ricordo dei bambini nati con questa tecnica e il riconoscimento di valore del desiderio di maternita’ – aggiunge – non possono nascondere la selezione dei figli, il loro deposito i frigoriferi a 196 gradi sotto zero in attesa della morte, la loro sottoposizione a sperimentazioni di ogni tipo, il tradimento della razionalita’ avvenuto quando, per nascondere il terribile segno di morte che grava su questa metodica, si e’ inventato il concetto di pre-embrione, per negare la dignita’ umana con una espressione verbale al concepito nei primi 14 giorni di vita”. (da Movimento per la Vita, profondo dolore per premio a Edwards)

Aggiornamento (5 ott. 2010): chi volesse approfondire il tema della fecondazione assistita nei suoi vari aspetti può trovare qui una rassegna di articoli. Grazie ad A.R. per la segnalazione.

Aggiornamento (11 ott. 2010): vi consiglio anche Generare o fabbricare? (un’intervista di Alessandra Stoppa al ginecologo Leandro Aletti).

Distruzione e resurrezione dell’umano

Ho letto da qualche parte che ai bambini-soldato dell’Africa centrale, rapiti e arruolati di forza nelle bande armate, come “iniziazione” prima di essere mandati a combattere davvero, viene chiesto di ammazzare il proprio migliore amico.

E’ molto logico, da parte di chi vuole dominare su di loro, non chiedere semplicemente un atto di coraggio, o una violenza qualsiasi per quanto efferata, ma puntare direttamente ad ottenere che loro attivamente distruggano la cosa più sacra che hanno, che per quegli adolescenti senza più famiglia è ovviamente il proprio amico. Continua a leggere

Aborto selettivo in base al sesso: legale in Svezia, come in Cina

City of StockholmStoccolma, da Wikipedia

Sweden allows sex-selective abortions – Stockholm, Sweden, May 12, 2009 / 06:02 pm (CNA).- La Svezia, che legalizzò l’aborto nel 1939, ha fatto un passo ulteriore verso la sua estensione legalizzando l’aborto basato sul genere, che permette a una madre di abortire il proprio figlio unicamente in base al sesso del nascituro.

The Local ha riportato che una donna incinta nel sud della Svezia, che ha già due figlie, è arrivata all’ospedale di Mälaren e ha chiesto se avrebbe avuto una bambina. Ha proseguito dicendo ai dottori che le due gravidanze precedenti si erano concluse con due aborti perchè non voleva avere un’altra femmina, e che se fosse stata una femmina anche questa, avrebbe nuovamente abortito.

I dottori hanno espresso la loro perplessità ed hanno riportato il fatto alla commissione nazionale svedese di Sanità e Welfare, richiedendo quale debba essere il comportamento dei dottori nei confronti di “pressioni per conoscere il sesso del feto” senza che vi sia una ragione medica.

La Commissione ha risposto che le richieste di aborto basate sul sesso del bambino non possono essere respinte.

Il Johnston’s Archive ha riportato che oltre il 25% delle gravidanze in Svezia hanno come esito un aborto. Vi è stato un aumento del 17% da quando è stata introdotta la pillola del giorno dopo, che fu presentata dai suoi sostenitori come un modo di ridurre gli aborti.

Grazie a Michelle, autrice del blog Rosetta Stone, che ha segnalato la notizia. Thank you Michelle!

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Trentadue milioni di ragazze cercansi

It’s Raining Men: The Glut of Males in China – Il British Medical Journal ha pubblicato una ricerca da cui risulta che in Cina vi sono 32 milioni di maschi sotto i vent’anni in più rispetto alle femmine. Quest’enorme divario è dovuto alla preferenza dei Cinesi per i figli maschi, e all’aborto selettivo dei feti di sesso femminile sotto la legge cinese del figlio unico. Secondo lo studio, “per i prossimi vent’anni, in Cina ci sarà un numero progressivamente maggiore di maschi in età riproduttiva rispetto alle femmine”.


foto da Flickr

Una buona notizia dall’ONU

I lavori della Commissione delle Nazioni Unite su Popolazione e sviluppo si concludono senza che sia passata la proposta di includere nel documento finale l’aborto fra i diritti riproduttivi e sessuali.

Questa che segue è la mia traduzione dell’articolo di Samantha Singson, UN Commission Ends with Delegations Saying No to Abortion.

Al sorgere del sole sull’ultimo giorno dei negoziati in seno alla Commissione sulla Popolazione e lo Sviluppo (CPD) presso le Nazioni Unite (ONU) di oggi, le delegazioni sono state ancora coinvolte in un controverso dibattito in materia di “salute e diritti riproduttivi e sessuali”, che alcuni comitati radicali delle Nazioni Unite e alcune organizzazioni non governative hanno interpretato e utilizzato per promuovere l’aborto. Quando gli Stati membri dell’ONU si sono riuniti presso la riunione di chiusura per adottare il documento, alcune delegazioni hanno preso la parola per chiedere l’esclusione dell’aborto dal documento.

Fino all’ultimo momento, l’espressione contestata “salute e diritti riproduttivi e sessuali” era rimasta nella bozza del documento finale. Appena prima della sua adozione, l’Iran ha preso la parola opponendosi all’uso della frase, rilevando che non era mai stata inclusa prima in alcun documento negoziato delle Nazioni Unite. L’Iran ha sottolineato che l’espressione rimane problematica per un certo numero di delegazioni e ha esortato la Commissione a tornare all’espressione precedentemente concordata e attentamente negoziata nel Programma d’Azione della Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo sviluppo (ICPD) del 1994, la cui interpretazione comune non include il diritto all’aborto.

Nel tentativo di ottenere un accordo, il presidente del Messico ha sospeso l’incontro e dopo venti minuti, è tornato in aula e ha annunciato che la proposta dell’Iran sarebbe stata accettata, e che il termine “salute e diritti riproduttivi e sessuali” sarebbe stato rimosso dal testo. Il documento è stato poi adottato a maggioranza.

Numerose delegazioni, tuttavia, sono andate oltre e hanno rilasciato dichiarazioni al fine di escludere esplicitamente l’aborto dal documento della CPD e per ribadire che il documento non ha creato nuovi diritti. Comore, Perù, Polonia, Irlanda, Cile, la Santa Sede, Malta, Saint Lucia hanno preso la parola contro le altre espressioni correlate alla salute riproduttiva, come “diritti riproduttivi”, “servizi di salute riproduttiva” e “salute sessuale e riproduttiva” e hanno sottolineato che questi non potevano essere interpretati in modo da “sostenere, difendere o promuovere” l’aborto.

L’ambasciatore di Malta ha dichiarato che la sua delegazione trova più difficile accettare le risoluzioni di organismi delle Nazioni Unite come il CPD dove siano presenti ripetuti tentativi di espandere il concetto di “salute riproduttiva” fino a includere l’aborto.

Saint Lucia ha fatto una esplicita opposizione all’espressione “aborto sicuro”, perché il termine potrebbe “dare l’impressione che l’aborto sia una procedura completamente priva di rischi medici e psicologici.” Saint Lucia ha anche evidenziato una disposizione del documento della CPD, in cui si invitano gli Stati in cui l’aborto è legale a “formare e attrezzare i fornitori di servizi sanitari e adottare le misure necessarie per garantire che tale aborto sia sicuro e accessibile.” Il rappresentante di Saint Lucia ha sottolineato che la sua delegazione intende questa disposizione come priva di effetto sul diritto degli operatori sanitari di rifiutarsi di eeguire o portecipare ad aborti per una questione di coscienza, affermando: “Ancora una volta, non vengono creati o riconosciuti nuovi diritti in questo documento, e il diritto universale di coscienza non può in alcun modo essere scavalcato o indebolito.”

Solo il rappresentante della Norvegia ha espresso rammarico che il termine “diritti sessuali e riproduttivi” non sia stato accolto nel testo, dicendo che nel suo paese vi è un ampio accesso all’aborto e praticamente nessun effetto negativo sulle donne.

La prossima riunione della CPD si terrà nel mese di aprile 2010.

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