Di tutto ciò che ho creduto bello

Di tutto ciò che ho creduto bello
di tutto ciò che ho creduto vero
di tutte le estasi le vertigini
dei sogni che scuotevano i monti
e smembravano il cuore
Di tutte le volte che ho visto
il mondo trascolorare trasalire
incendiarsi fra le mie mani
Di tutto l’amore che ho versato a fiotti
Ti prego abbi pietà

2-1-’88
Gloria tibi Domine

Fire Walk with Me

Magro coi baffi con una giacca bigia

Magro coi baffi con una giacca bigia
con una borsa sciupata aperta per terra
al mondo da poco più di vent’anni
tu, timido o infastidito che fossi,
non lasciavi che ti ridessero gli occhi
come speravo. Oppure eri triste
ma per colpa tua, senza motivo,
perché eri circondato di felicità interminata.
E ne uscivano fiotti dalle tue mani
fiumi dalle tue labbra
mari alle tue spalle
e ci costringevi a perderci in quei mari
e ci tenevi lì
costretti dalla stessa forza che costringeva te
a suonare a lungo a lungo
senza fermarti senza alleggerire il tocco
senza diluire il ritmo senza sogno
ci portavi dove andavi con violenza.
Dublino non stupiva di te tuttavia,
ne eri parte e parte dolorosa,
(perché è talmente pesante la bellezza)
minatore di voragini iridate
all’ora di chiusura dei negozi.

7-11-’87

Harp busker

Tenerezza

I corpi che vediamo in spiaggia sono i corpi reali. Bruttini, perlopiù. I nostri corpi umili e ingloriosi. O forse gloriosi di qualcosa di più vero del patinamento e dell’esibizione di corpi perfetti e lucenti dalle copertine gossippare e vane. Corpi quelli che paiono quasi finti tanto sono esibiti. E poi chissà come sono dal vero… Tranne rarissimi casi, il demone dell’imperfezione – non solo esteriore – cala come un avvoltoio… E comunque beati loro, i belli. Noi, la maggioranza, i bruttini e a volte bruttoni, vediamo in questi giorni vagare i nostri corpi cari e un po’ consunti lungo le rive di mari chiari, lungo le rive delle notti o delle albe, corpi vacanzieri in cerca di refrigerio e riposo. Sono i corpi quasi sempre prediletti dai pittori, che vedono la realtà come è, a differenza dei giornalisti.

Corpi a loro modo gloriosi, imperfettissimi e realissimi, che muovono a un misto di ripugnanza e onore che si chiama tenerezza. I corpi umani, dove le anime albergano un po’ scomode e pure albergano, ne sono il fiato vitale, il movimento profondo. Onore ai corpi così così, per cui non ci si volta, ma che se li fissi, vengono bruciati in una vampata di più profondo onore, quasi un oro. E non è un effetto del solleone.

(Davide Rondoni)

An idyll at the beach with a shade

Senza parole

Mica solo loro

Anche noi cattolici abbiamo i nostri mandala. E non sono neanche malaccio.