Pokankuni vi consiglia…

Vi sarete già accorti che, nella colonna qui a destra, ci sono due gruppi di links costantemente aggiornati: uno sotto il titolo “In evidenza“, per le pagine in italiano, e l’altro “Highlights“, per quelle in inglese.

Si tratta di links a notizie, articoli o risorse che ho incontrato sul web e trovato interessanti, da un punto di vista strettamente personale.

Non necessariamente essi riflettono il mio pensiero, né tantomeno quello del cattolicesimo: sono soltanto cose belle, utili, o perlomeno curiose e degne di nota. A volte anche splendide e imperdibili. A voi scoprirle!

Quello che forse non sapete è che potete abbonarvi a queste segnalazioni: cliccando sull’icona arancione a sinistra del titolo accedete infatti al feed url, che potete copincollare nel vostro feed reader. Vedrete così questi links automaticamente e costantemente.

Gran parte del tempo che trascorro navigando ormai lo dedico proprio a questo: visionare ciò che le persone di cui ho stima segnalano, e segnalare a mia volta ciò che di carino/stimolante/pregevole incontro. Se vorrete farlo anche voi nei vostri blog, crescerà ulteriormente questa benedetta circolazione di cose buone, che è il volto migliore del web!

Le nuove tecnologie e il Vangelo

Pope Benedict XVI     DSC00173-1Image by Beyond Forgetting via Flickr

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 20 maggio 2009 (ZENIT.org).- Questo mercoledì Benedetto XVI ha fatto appellato ai giovani perché portino la testimonianza della loro fede nel mondo digitale.

Al termine dell’Udienza generale, Benedetto XVI ha ricordato, in inglese, che domenica 24 maggio la Chiesa celebrerà la 43° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, riflettendo sul tema: “Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia“.

Le nuove tecnologie, ha spiegato il Papa, hanno cambiato il modo in cui le informazioni sono diffuse nel mondo e “il modo in cui le persone comunicano e si relazionano con gli altri”.

Per questo Benedetto XVI ha incoraggiato chi ha accesso al cyberspazio ad “essere attento a mantenere e promuovere una cultura di rispetto, di dialogo e amicizia autentica, dove i valori della verità, dell’armonia e della comprensione possano prosperare”.

“Impiegate le nuove tecnologie per far conoscere il Vangelo – ha detto infine – in modo che la Buona Novella dell’amore infinito di Dio per tutte le persone, risuoni in modo nuovo nel nostro mondo sempre più tecnologico”.

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Il Vaticano parla (anche) cinese

VIS-Press releases (trovato grazie ad American Papist):

CITTA’ DEL VATICANO, 16 MAR. 2009 (VIS). Un Comunicato della Sala stampa della Santa Sede annuncia: “In occasione della Solennità di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria e Patrono della Chiesa Universale, il sito web ufficiale della Santa Sede si arricchirà grazie all’introduzione di una nuova sezione in lingua cinese”.

La lingua cinese “rappresenta l’ottava lingua – dopo l’italiano, l’inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco, il portoghese e il latino – ad essere inserita nel www.vatican.va“.

“Grazie al nuovo servizio, gli internauti di tutto il mondo potranno navigare in cinese per accedere ai testi di Sua Santità Benedetto XVI presentati nei caratteri cinesi sia tradizionali sia semplificati”.

I nemici dei miei nemici non sono necessariamente miei amici…

natureImage by Per Ola Wiberg (Powi) via Flickr

Come qualcuno può aver notato, ultimamente sento spesso il bisogno di prendere posizione su questioni  scientifiche assai dibattute, e che vedono molti cattolici su posizioni polemicamente avverse alle versioni dei vari problemi più comunemente proposte all’opinione pubblica.

Dietro a questa ipersensibilità su temi come l’evoluzionismo e il global warming, c’è una profonda e antica mia preoccupazione.

Mi sembra che alcuni buonissimi e benintenzionatissimi cattolici, alcuni dei quali anche ben formati e istruiti, quando scorgono alcuni nemici del cristianesimo fra i sostenitori di una teoria scientifica, per arginarne l’azione si buttano a capofitto contro la teoria scientifica medesima.

Così facendo, essi tradiscono un retro-pensiero a mio avviso tanto più pericoloso quanto più profondamente radicato e forse inconsapevole: “se un mio nemico riporta un dato scientifico, questo è necessariamente falso. Devo negare il dato, ad ogni costo, altrimenti sarò connivente col nemico”.

Attenzione! Questo atteggiamento tradisce un rapporto non limpido e sereno con la verità. Un credente, proprio perchè – non per suo merito – dà del tu alla Via, Verità e Vita, ha o dovrebbe avere un’istintiva stima e simpatia per la scienza e per i metodi che le sono propri, che – come hanno detto i papi molto meglio di me – presuppongono un rapporto sano e corretto con la realtà, e sono intrisecamente incompatibili con il relativismo (ta-daa!!).

Uno scienziato, qualsiasi scienziato degno di tale nome, è un uomo a caccia di verità: e questo gli fa onore, indipendentemente da tutto il resto. La nobiltà di questa missione può inquinarsi in mille modi, certo!, laddove presunzione, avidità e tutto il corredo dei vizi capitali interferiscano (ed è normale che interferiscano: “scagli la prima pietra chi…”). Ciò nonostante, un cristiano dovrebbe ammirare e rispettare uno scienziato a priori, perchè almeno a livello programmatico, egli si pone alla ricerca sincera e metodologicamente rigorosa di quella Verità che è la gioia stessa dei credenti.

E’ essenziale, poi, distinguere fra un dato scientifico e le ricadute morali, politiche, economiche a cui la sua acquisizione può portare. Il primo non dipende dalla libertà dell’uomo, le seconde sì. Non posso, in coscienza, negare una probabile verità solo perchè ritengo che quella verità sarà “usata male” dai nemici dell’uomo e/o di Dio: farei un pessimo servizio alla verità, al bene, alla giustizia, all’uomo e a Dio: tutto in un colpo solo! Forse è il caso di ricordarlo: il fine non giustifica i mezzi!

Permettetemi un esempio cretino. Mi stanno antipatici gli ambientalisti perchè sono panteisti, o perchè misconoscono la dignità dell’uomo, o perchè comunisteggiano, e/o per tante altre ragioni? Benissimo: ma non posso andare a massacrare i cuccioli di foca solo per fare loro dispetto, se ammazzare i cuccioli di foca è una cosa cattiva.

Mi sta antipatico Al Gore, con la cultura discutibile di cui è espressione, con le sue arbitrarie ed indebite politiche antinataliste portate avanti con “la scusa” del global warming (con cui il tasso di crescita della popolazione certamente NON è connesso)? Benissimo: ma questo non mi basta per affermare con certezza che allora il global warming è senz’altro una panzana. Intendiamoci: potrebbe anche essere una panzana, in linea teorica. Ma certamente non ci arrivo per quella via, a deciderlo!

Lo stesso dicasi per l’evoluzione, per le centrali nucleari, per gli organismi transgenici… Ritenere automaticamente falso ciò che viene ritenuto vero da alcuni nemici del cristianesimo – e peggio ancora, automaticamente vero ciò che essi ritengono falso! – è pericolosissimo, e tendenzialmente stupido. E rende un pessimo servizio al Cristianesimo, per molte ragioni.

Il Vangelo non ci dice se le emissioni antropiche di CO2 riscaldino eccessivamente l’atmosfera. Non c’è scritto né sì, né no. Nel Catechismo della Chiesa cattolica non c’è scritto da nessuna parte se l’energia eolica o i pannelli solari siano preferibili alle centrali nucleari, o viceversa. Non c’entra la fede, con queste questioni. C’entrano i calcoli dei fisici, dei chimici, degli ingegneri: c’entrano i numeri, la loro attendibilità, la loro accessibilità.

Il Signore ci ha affidato una natura intellegibile: la responsabilità di farne buon uso comporta un’onestà radicale nell’approccio scientifico, anche quando mi capita di vedere la stessa cosa che vede quello là, a cui sto/che mi sta tanto antipatico.

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Quando il dibattito è più rovente del clima

The geographic distribution of surface warming...

Oggi ho letto su Zenit un intervento di uno scienziato italiano molto critico nei confronti dei suoi tanti colleghi sostenitori della gravità del global warming e dell’urgenza delle misure necesarie ad arginarne l’impatto. Nell’articolo, il professore rimanda a un sito internet su cui è possibile approfondire ulteriormente le sue argomentazioni (con tutti questi link, spero di placare anticipatamente la sua ira, e di dare ampia facoltà a chiunque di valutare direttamente le sue posizioni, di cui ho comunque profondo rispetto).

Nonostante i prestigiosi titoli professionali del prof. Battaglia, le sue argomentazioni appaiono poco supportate da un’adeguata documentazione. Il comitato “indipendente” e “alternativo” di scienziati di cui si fa portavoce è prodigo di critiche nei confronti di quanto sostenuto da quello “ufficiale”, ma avaro di dati che possano validamente reggere il confronto.

Anche andando a leggere il sito web indicato, si trovano argomentazioni rette solo da generici dati qualitativi, molti giudizi e pochi fatti, e – cio’ che a mio parere è più grave -, la continua commistione fra piani del problema totalmente distinti:

  1. se il global warming esista davvero,
  2. se dipenda dall’uomo,
  3. se sia dannoso,
  4. se sia controllabile,
  5. quali strategie siano più efficaci per contrastarlo…

Ognuna di queste questioni presuppone una presa di posizione chiara su quella a monte, ed ovviamente quelle più a valle sono le più gravide di conseguenze politiche ed economiche, quindi anche inevitabilmente passibili di fenomeni speculativi.

Ebbene, tutti questi diversi aspetti della questione vengono contestati contemporaneamente, alla rinfusa, anche a dispetto della semplice logica (prima si nega che vi sia un riscaldamento globale reale; subito dopo si ammette che esista, ma viene attribuito al sole; poi si discute dei mezzi più efficaci per ridurre le emissioni di CO2 che subito prima si era affermato non avere nulla a che fare con il global warming, che a quel punto non si sa più se ci sia o no…), col risultato di aumentare notevolmente la confusione del cittadino non esperto della materia, anzichè di contribuire a chiarirgli le idee.

Inoltre, il sistematico discredito della “parte avversa”, accusata di soggiacere totalmente a sordidi interessi speculativi, non fa onore alla professionalità degli scienziati coinvolti, da cui ci aspetterebbe un maggiore rispetto e fair play, oltre che – soprattutto – un uso più rigoroso dei procedimenti propri delle rispettive discipline.

Dati! Mostrateci dati, studi di significatività e attendibilità paragonabile a quelli portati a sostegno delle loro affermazioni dalla parte avversa; dati, non giudizi ed accuse.

Domani dirò qualcos’altro che mi sta molto a cuore sul tema.

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