Auguri!!

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Al padre di Eluana

Di tutta la vicenda di Eluana, che drammaticamente ha ricominciato ad occupare le prime pagine e infuocare i dibattiti, due aspetti mi colpiscono molto.

La prima: l’indignazione reciproca. Chi – e io sono fra questi – difende il diritto alla vita di Eluana, e quindi si oppone all’interruzione delle cure parlando anche di omicidio, è indignato. Ma sorprendentemente sono anche più indignati coloro che invocano la morte come una liberatrice per Eluana: costoro ci accusano di crudeltà, di spietatezza. Usiamo quasi le stesse parole per invocare due soluzioni diametralmente opposte: e i più spiritualisti sembrano i difensori dell’eutanasia, perchè parlano del corpo di Eluana come di una prigione in cui lei è ingiustamente e dolorosamente trattenuta, come se Eluana fosse altro dal suo corpo. E quando questo corpo sarà definitivamente prosciugato e distrutto, Eluana dove sarà? E se cesserà semplicemente di essere, che beneficio avrà ricevuto da tale “liberazione”?

La seconda, e più importante: la posizione del padre. Scrivo nella certezza pratica che non mi leggerà, perchè è comprensibile che voglia smettere di seguire queste mille diatribe; nei giorni scorsi ha detto che avrebbe ormai lasciato parlare chi si opponeva alla sua battaglia, come a dire che non avrebbe più ascoltato, non più ribattuto, e a maggior ragione ora che è convinto d’aver ottenuto finalmente il bene di sua figlia. Il bene.

Eppure se mi leggesse vorrei dirgli: il più sofferente sei tu, e tu mi fai molta più compassione di tua figlia. Il dolore che vivi ogni giorno è certamente più grande di quello che lei patirà morendo. Hai parlato di inferno, ed hai ragione, perchè l’inferno è mancanza di amore. Lei è amata da tanti ma non da te, che vorresti amarla, ma hai il cuore tanto devastato dalla sua condizione da imporre a te stesso un assurdo blocco: e hai deciso di non darle più amore, non più acqua e cibo, non più vita. Ti proibisci di amarla! Le hai dato la vita tanti anni fa e adesso te la riprendi, immerso come sei in quel dolore acerbo e continuo. La verità è che non vuoi più vederla. La verità è che speri che, morendo, lei si porti via anche quest’infernale impossibilità di amarla che hai nel cuore. Ma invece lei se ne andrà, e il tuo cuore ghiacciato non troverà pace.

In tutto questo tempo ho pregato più per te che per lei, e continuerò a pregare per te, comunque finisca questa storia, perchè davvero tu possa uscire dall’inferno, ed imparare ad amare. Ti prego, guarda quelli che amano Eluana. Non noi, seduti comodi dietro le nostre tastiere, che scrivendo salutiamo i figli in perfetta salute che rientrano dai loro divertimenti. Ma loro, le suore che ogni giorno la lavano, la vestono, la nutrono e ti supplicano di poter continuare a farlo. A loro Eluana non ghiaccia il cuore. Loro le vogliono bene. A loro Eluana va bene così com’è. Tu, io, ogni uomo sulla faccia della terra vuole essere amato in questo modo: così com’è. Guarda loro. Vedi?, Eluana può essere amata. Tu la puoi amare. Di questo ha bisogno, non della liberazione della morte: di amore, come tutti. Dalle anche il tuo.

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La vice di McCain

La par condicio (non so se negli USA esista) esige che, dopo aver fatto un po’ di pubblicità a Obama nel post precedente, io spezzi una lancia anche per McCain. E lo faccio copiando integralmente il post di Francesco Caggioni, nel blog “Alza lo sguardo”, che riporta bellissime parole di Sarah Palin, la governatrice dell’Alaska che McCain ha scelto come sua vicepresidente in caso di vittoria, a proposito del suo quintogenito:

var iamInit = function() {try{initIamServingHandler(234,380,458160,”http://cdn.pis.picapp.com/IamProd/Resources/Css/css2.css”)}catch(ex){}}()

Trig is beautiful and already adored by us. We knew through early testing he would face special challenges, and we feel privileged that God would entrust us with this gift and allow us unspeakable joy as he entered our lives. We have faith that every baby is created for good purpose and has potential to make this world a better place. We are truly blessed.

Trig e’ bellissimo e tutti lo amiamo gia’. Sapevamo grazie ai test prenatali che sarebbe stato speciale, e ci sentiamo privilegiati che Dio ci abbia affidato questo dono che ci da una gioia incredibile entrando nella nostra vita. Abbiamo fede che ogni bambino e’ creato per un bene e ha il potenziale di rendere il mondo un posto migliore.

E’ cosi’ che Sarah Palin, gia’ madre di 4 figli, e governatrice dell’Alaska ha raccontato della nascita del loro quinto figlio nel maggio 2008, nato con la sindrome di Down.

Sarah ha anche detto:

Many people will express sympathy, but you don’t want or need that, because Trig will be a joy…Children are the most precious and promising ingredient in this mixed-up world…Trig is no different, except he has one extra chromosome.

Molte persone esprimono comprensione o simpatia, ma non voglio o non mi serve questo perche’ Trig e’ una gioia … i bambini sono la cosa piu’ preziosa e l’ingrediente piu’ promettente di questo mondo incasinato … Trig non e’ niente di diverso … ha solo un cromosoma in piu’.

John McCain ha scelto oggi Sarah Palin come compagna per la corsa alla casa bianca.

 
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La privacy

Qualche giorno fa, sull’autobus. E’ mattina presto, e in mezzo agli impiegati che vanno al lavoro, impastati di sonno e chiusi nei propri pensieri, si nota la voce squillante di una signora sulla cinquantina, che sta descrivendo a chi le siede davanti – noncurante che si tratti di persone diverse, una fermata dopo l’altra – le più minute azioni da lei compiute prima di uscire di casa.

Quali parti del corpo si è lavata. Quanti capelli sono caduti sul lavandino mentre si pettinava. Come l’ha sciacquato. La scelta di camicetta e golfino, le calze, le scarpe. Cos’ha mangiato per colazione, e quanto, e come, e perchè. Le cose da mettere in borsetta: il fazzoletto, i biscotti…, dov’erano riposti, com’è andata a prenderli, e perchè le sarebbero serviti… E’ impossibile sottrarsi alla proiezione mentale di questa dettagliatissima videocronaca in differita.

Dopo qualche minuto di acuto imbarazzo – come tutti gli altri – davanti ad una così strana esibizione dell’intimità di una sconosciuta, mi colpisce un pensiero.

E’ del tutto accidentale che sia accaduto alla signora, e non a me, di perdere la percezione di un comportamento inappropriato. Io non posso dire, nessuno su quest’autobus – a questo mondo – può dire: “a me non potrebbe succedere mai”. Non possediamo nulla, neanche la nostra personale gradevolezza, neanche il controllo sulla nostra privacy: tutto ci è dato in prestito, non è nostro.

Più tardi nella giornata mi sorprende un altro pensiero: c’è Uno a cui non danno fastidio i piccoli stupidi dettagli delle nostre giornate, anzi Gli piacciono, li trova persino importanti: “anche i capelli sul vostro capo sono tutti contati”.

on the bus