L’ipocrisia

L’Europa che apostata ogni giorno, deve farlo trovando nobili giustificazioni, dandosi un tono. L’Europa che massacra i suoi figli nell’utero materno, a milioni; che distrugge i bambini già nati combattendo ogni giorno la famiglia (quintuplicati i divorzi, nella mia regione, in trent’anni); l’Europa che sperimenta sugli embrioni, che commercia ovuli e spermatozoi come fossero caramelle, che tenta di clonare l’uomo massacrando centinaia di esseri umani allo stato iniziale, che ingravida le donne single e le coppie omosessuali, negando ai figli che nasceranno il padre o la madre… Continua a leggere

La paura è l’esatto contrario della fede

La paura dell’­Eurabia­ sembra in verità solo un fatto conseguente a un fenomeno ancora più radicale: la secolarizzazione quasi totale di un paese che, fino all’ultima guerra, era cattolico o protestante, comunque cristiano. Un crollo: solo il 7 per cento dei cattolici oggi va a messa la domenica. Viene battezzato il 16 per cento dei bambini. Su nozze gay ed eutanasia l’Olanda­ è stata pioniera. ­”Dopo il Concilio Vaticano II – dice il professor Wim Peeters, insegnante al seminario della diocesi di Haarlem-Amsterdam – la Chiesa olandese­ è entrata in una crisi profonda. La generazione degli anni Cinquanta se n’è andata, e ha dimenticato di educare i suoi figli”. Nel 1964 anche l’insegnamento religioso nelle scuole­ è stato abolito. Due generazioni di olandesi hanno dimenticato l’alfabeto cristiano. Nel registro del seminario di Haarlem, il numero dei preti ordinati precipita alla fine degli anni Sessanta. Nel 1968, nemmeno uno. “­Io credo – dice Peeters – che non avremmo niente da temere dall’islam, se fossimo cristiani. E spesso sembra che gli olandesi oggi abbiano paura di tutto: di avere figli, come degli immigrati. Ma la paura è l’esatto contrario della fede

da In Olanda non c’è più posto per il bambino Gesù. O invece sì, di Marina Corradi, pubblicato su Avvenire lo scorso 23 dicembre. Il grassetto è mio.

Una chiesa di Amsterdam riflessa in una pozzanghera, nei giorni di Natale. Foto di AmsterS@m su Flickr

Una discussione su Facebook

Due giorni fa, un amico (che per rispettare la sua privacy chiamerò XY) propone su Facebook un link al sito web del Gornale, in cui vengono riproposte alcune pagine dell’ultima Oriana Fallaci, commentate dall’articolista dicendo che si starebbe avverando ciò che predisse sul pericolo dell’Islam contro il mondo occidentale. Il mio amico aggiunge semplicemente: “per riflettere”.
E io rifletto. Poiché lo conosco bene da anni, come un cristiano cattolico molto ma molto migliore, più impegnato e più intenso di me, mi sento ferita dal messaggio profondamente non-cristiano che le voci come quelle della Fallaci diffondono, trovando un’eco vasta e convinta anche, appunto, fra cristiani davvero …insospettabili. Mentre altri amici cliccano su “mi piace” per manifestare a XY la loro approvazione, nella maniera spiccia e simpatica tipica di Faceboook, io metto mano alla tastiera e gli dico il mio sconcerto. Questo è il botta-e-risposta che ne segue. Continua a leggere

Non saprei dirlo meglio…

… di Davide Rondoni, sul Tempo di oggi. Grazie a Lorenzo C.P. per la segnalazione!

Gli ideologi di un tribunalicchio che ancora Gli sputano in viso – Ma sì, togliamolo di mezzo Cristo. Diamo ragione a quesi palloni gonfiati della Corte che per prima cosa nel dover sentenziare di queste materie colpiscono ancora Lui, il più debole, il più villaneggiato, il più sputacchiato e martoriato tra le divinità (e tra gli uomini). Diamo ragione a quel giudice italiano che colà siede rimpinzato dal pubblico stipendio, mister Z, propagatore di cinismo intellettuale superpagato, e togliamolo di mezzo Cristo. Dà fastidio. Ha sempre dato fastidio. E per carità, sì per la carità che faceva bruciare Paolo, per la carità d’amare Lui, non difendiamolo come se fosse un soprammobile caro, un ricordo della zia, un cimelio di Stato. Continua a leggere

Aborto selettivo in base al sesso: legale in Svezia, come in Cina

City of StockholmStoccolma, da Wikipedia

Sweden allows sex-selective abortions – Stockholm, Sweden, May 12, 2009 / 06:02 pm (CNA).- La Svezia, che legalizzò l’aborto nel 1939, ha fatto un passo ulteriore verso la sua estensione legalizzando l’aborto basato sul genere, che permette a una madre di abortire il proprio figlio unicamente in base al sesso del nascituro.

The Local ha riportato che una donna incinta nel sud della Svezia, che ha già due figlie, è arrivata all’ospedale di Mälaren e ha chiesto se avrebbe avuto una bambina. Ha proseguito dicendo ai dottori che le due gravidanze precedenti si erano concluse con due aborti perchè non voleva avere un’altra femmina, e che se fosse stata una femmina anche questa, avrebbe nuovamente abortito.

I dottori hanno espresso la loro perplessità ed hanno riportato il fatto alla commissione nazionale svedese di Sanità e Welfare, richiedendo quale debba essere il comportamento dei dottori nei confronti di “pressioni per conoscere il sesso del feto” senza che vi sia una ragione medica.

La Commissione ha risposto che le richieste di aborto basate sul sesso del bambino non possono essere respinte.

Il Johnston’s Archive ha riportato che oltre il 25% delle gravidanze in Svezia hanno come esito un aborto. Vi è stato un aumento del 17% da quando è stata introdotta la pillola del giorno dopo, che fu presentata dai suoi sostenitori come un modo di ridurre gli aborti.

Grazie a Michelle, autrice del blog Rosetta Stone, che ha segnalato la notizia. Thank you Michelle!

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