E’ momentaneamente irreperibile

E’ momentaneamente irreperibile
il frizzo della realtà sapida e colorata,
suppongo di aver sepolto tutto quanto io stessa
sotto chili e chili di cenere
Non tarderà a riemergere per grazia di Dio
ma per intanto c’è l’attesa nel grigio –
– e pensare che è quasi mezzogiorno!
Che bello il tempo. Come lo sento, in mancanza d’altro,
sgranarsi ritmico, scorrevole, sicuro,
ultima gentilezza della Mano amorosa
quando al resto siamo ciechi e intontiti.
Così sarà più facile sopportare
la tremante malinconia, popolata di rimorsi e di timori,
perché posso assopirmi in questo rapido presente.

25-4-’89

Foggy

T’invito a trattenere te stesso

T’invito a trattenere te stesso
nella giovinezza
Ti richiedo di mantenerti nello stato del cuore
dove tutto ha a che fare con te
e tu sei implicato nel tutto,
sapendo vivamente
che non ci sono separazioni
e senza di te il mondo cadrebbe verticalmente.

Se ti dicessero che così non è
se ti dicessero che l’amore stanca
ridine forte

10-1-’88
per Andrea Sciffo

 

 

Eye See You!

Di tutto ciò che ho creduto bello

Di tutto ciò che ho creduto bello
di tutto ciò che ho creduto vero
di tutte le estasi le vertigini
dei sogni che scuotevano i monti
e smembravano il cuore
Di tutte le volte che ho visto
il mondo trascolorare trasalire
incendiarsi fra le mie mani
Di tutto l’amore che ho versato a fiotti
Ti prego abbi pietà

2-1-’88
Gloria tibi Domine

Fire Walk with Me

Magro coi baffi con una giacca bigia

Magro coi baffi con una giacca bigia
con una borsa sciupata aperta per terra
al mondo da poco più di vent’anni
tu, timido o infastidito che fossi,
non lasciavi che ti ridessero gli occhi
come speravo. Oppure eri triste
ma per colpa tua, senza motivo,
perché eri circondato di felicità interminata.
E ne uscivano fiotti dalle tue mani
fiumi dalle tue labbra
mari alle tue spalle
e ci costringevi a perderci in quei mari
e ci tenevi lì
costretti dalla stessa forza che costringeva te
a suonare a lungo a lungo
senza fermarti senza alleggerire il tocco
senza diluire il ritmo senza sogno
ci portavi dove andavi con violenza.
Dublino non stupiva di te tuttavia,
ne eri parte e parte dolorosa,
(perché è talmente pesante la bellezza)
minatore di voragini iridate
all’ora di chiusura dei negozi.

7-11-’87

Harp busker

Glendalough

Glendalough luna park delle formiche
dei piccoli passi umidi e dei pensieri
Devo darmi da fare a Glendalough,
se non spingo ed apro il cancello dalla strana foggia
non posso andare sul ponte piccolino
per guardare il ruscello da sopra
limpido incredibile su quelle viscide pietre brune
(al di là del ponte solo alberi trifogli felci fiori gialli)
Glendalough convegno di morti
ciascuno di loro ha qualcosa da dirmi
ma non mi mette fretta
prima posso guardare bene
toccare ogni pietra ogni lichene ogni pezzo di legno
si sta mettendo a piovere c’è vento spioverà
quante calottine di plastica ho scavalcato
con dentro i fiori finti
(i morti parlano ancora)
Glendalough chissà dove porta quella vallata
c’è tanta luce, viene tutta da lì,
invece non si vede cosa c’è dentro la torre
finestre troppo strette e niente porta
chissà quante ragnatele chissà cos’altro hanno lasciato
Glendalough quante volte hai pianto?

7-11-’87
per Paola Rossini

Gravestones at Glendalough

Glendalough
Glendalough

Glendalough

glendalough