Cos’hanno da insegnarci?…

Beh, per esempio dagli statunitensi dovremmo imparare… l’autoironia!

Caro Obama, ti scrivo…

Tutto il mondo festeggia il nuovo presidente degli Stati Uniti. L’uomo più potente del mondo sembra anche il più amato: un mix esplosivo. Ma non mi permetterei mai di ironizzare sulla facilità con cui quest’uomo ha concentrato su di sè le speranze di mezzo mondo, anche di chi solitamente si disinteressa di quel che avviene fuori dal proprio orticello. Nella mia scuola, sulla porta di una classe quarta liceo, campeggia un foglio bianco A3 con una scritta a pennarello blu: IN OBAMA WE TRUST. C’è da riflettere: avere diciassette anni e scegliere il presidente degli Stati Uniti come orizzonte di speranza per la propria vita. Un fenomeno antropologicamente interessante, da non sottovalutare. Ma torniamo a Barack. Quali sono i suoi primi provvedimenti?

Quanta fretta, presidente. Quanta paura della vita, in un uomo tanto potente.

Ma lui è un presidente molto web2.0. Lui vuole ascoltarci, vuole che possiamo dire la nostra. Allora, lo stesso articolo di AsiaNews qui riportato suggerisce di prendere in considerazione l’iniziativa di Lifenews.com, che invita ad usare il modulo appositamente predisposto dal sito web della Casa Bianca per (traduco testualmente) mandare domande, commenti, preoccupazioni, o auguri al presidente o al suo staff. Eccolo qui.

Beh, quasi quasi…

Bookmark and Share

La prova dell’immortalità dell’anima

Bookmark and Share

Catherine è a casa!

Venerdì sera la piccola Catherine Therese Hahn ha finalmente lasciato l’ospedale e qui la vedete appena arrivata a casa, circondata dai fratelli. I problemi dell’apparato digerente non sono completamente risolti, ma il peggio è passato. A nome di Jim e Nicole, grazie di cuore a tutti voi che avete pregato per lei!

Add to Technorati Favorites

Bookmark and Share

Quando la fede è in minoranza

Ho trovato in un post di Clairity nel blog Cahiers Péguy queste osservazioni sulla fede vissuta in un contesto di minoranza culturale, quale è quella dei cattolici statunitensi. Sono tratte da un’intervista di John Allen al nunzio apostolico negli Stati Uniti, Pietro Sambi, alla vigilia della visita del Papa. Penso che siano pienamente applicabili anche alla realtà italiana.

Come analizzerebbe la situazione che la Chiesa cattolica deve affrontare negli Stati Uniti?

Quando sei in minoranza, come lo sono i Cattolici in questa cultura, hai bisogno di tre principi forti.

Il primo è un’identità chiara, un senso chiaro di ciò che sei e di ciò che vuoi essere. Come minoranza, se non hai un’identità chiara, sarai come una goccia di vino nell’acqua… scompari.

Il secondo è un forte senso di appartenenza. Lo definirei così: hai bisogno di una comunità, e la comunità ha bisogno di te. Chiunque cammina da solo, prima o poi si perde nel deserto.

Terzo, quando sei in minoranza, hai bisogno di un impegno profondo di eccellenza. Devi eccellere nelle qualità umane, nelle qualità familiari, nelle qualità professionali, nelle qualità della vita cristiana, per essere luce per gli altri. Se non hai un senso di eccellenza, sarai sommerso dalla maggioranza.

Foto dei tulipani: OBMonkey, sxc.hu
Foto di mons. Pietro Sambi: da qui

Add to Technorati Favorites

Bookmark and Share