E’ momentaneamente irreperibile

E’ momentaneamente irreperibile
il frizzo della realtà sapida e colorata,
suppongo di aver sepolto tutto quanto io stessa
sotto chili e chili di cenere
Non tarderà a riemergere per grazia di Dio
ma per intanto c’è l’attesa nel grigio –
– e pensare che è quasi mezzogiorno!
Che bello il tempo. Come lo sento, in mancanza d’altro,
sgranarsi ritmico, scorrevole, sicuro,
ultima gentilezza della Mano amorosa
quando al resto siamo ciechi e intontiti.
Così sarà più facile sopportare
la tremante malinconia, popolata di rimorsi e di timori,
perché posso assopirmi in questo rapido presente.

25-4-’89

Foggy

Tempo

Una mia alunna diciassettenne scrive su Facebook: “Ci vorrebbe più tempo per vivere…”

Ho pensato che se a quell’età – in cui il tempo dovrebbe essere percepito come immenso, eccessivo, fin troppo abbondante – si sente già il tempo stretto, forse è perchè si vive gran parte della vita come se non fosse vita.

Mettere amore in quello che si fa, in fondo, non vuol dire altro che questo: riprendersi la vita.

Noi e san Giuseppe: tutta la vita c’entra con Gesù

Il Sussidiario.net :: PADRE LEPORI/ Tutta la vita c’entra con Gesù – (…) Quando Giuseppe ha appreso che doveva accogliere il Figlio di Dio nella sua vita, nella sua famiglia e nella sua casa, probabilmente si è detto: «Come dovrò comportarmi davanti a Lui? Dovrò adorarlo ventiquattr’ore su ventiquattro, rimanere prosternato davanti a Lui, dovrò evitare di toccarlo, e togliermi i sandali ogni volta che mi avvicinerò a Lui?!».

Poi il Bambino nasce, e Giuseppe si deve rendere conto che l’Incarnazione di Dio non è una messa in scena. Il Figlio di Dio è un bambino veramente bambino, un uomo veramente uomo. Si ha un bel voler restare in adorazione davanti a Lui ventiquattrore su ventiquattro, ma Lui piange perché ha fame, perché ha freddo. Bisogna cercare della legna, accendere un fuoco; in seguito bisognerà guadagnare per Lui il pane quotidiano, poi si dovrà fuggire in Egitto, il che significa preparare i bagagli, bardare l’asino, mettersi in cammino, affrontare pericoli, imprevisti…

Giuseppe si rende conto così che tutta la sua vita, veramente tutta, compresa la cura dell’asino, viene a partecipare della sua relazione con Gesù. Continua a leggere

Del raspare

Sono un po’ triste, e come succede a chi è giù, mi attacco ai miei trastulli preferiti. Gioco coi blog, frugo su internet senza neanche sapere cosa cerco, mi gingillo con Facebook e con altri social networking sites. Sposto le icone sul desktop, poi le rimetto com’erano prima, e mi illudo pure di essere al pc a lavorare… E intanto penso: “Signore, ma guarda! Invece che venire a cercare Te, volo tanto bassa, anzi direi raspo per terra, come una gallina, dove so già che non troverò niente, tanto meno il senso di tutto questo…”

E poi all’improvviso mi viene chiaro un pensiero in mente: al Signore piace! A Lui fa simpatia il mio desktop, il mio facebook, i miei gingilli, e si commuove e ride a vedermi spostare stupidamente le icone, come io mi commuovevo a vedere mia figlia di pochi mesi, che giocava coi suoi giochini a incastro senza riuscire a incastrarli.

Allora per ringraziarLo Gli dedico questa canzone.

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