Non più altro

L’Incarnazione ricuce l’unica reale cesura esistente: quella fra Creatore e creazione.

L’uomo nella sua unicità di natura corporea e spirituale insieme, non è davvero radicalmente altro rispetto ad ogni altra parte del creato: siamo impastati di stelle morenti e di stelle marine tanto quanto imparentati con le creature angeliche. L’unico nostro radicalmente Altro è Dio, nonostante siamo modellati a Sua immagine e somiglianza.

Ebbene,  l’Incarnazione, che tende e culmina col Mistero Pasquale, contraddice “inconcepibilmente” proprio quella cesura. In questo senso credo stia quella frase di Cristo, “Si exaltatus fuero a terra, omnia traham at Meipsum”: “omnia” è proprio l’uomo concatenato al resto del creato, che insieme all’uomo viene risucchiato per così dire nel seno di Dio, misteriosamente ma realissimamente.

In Cristo – in un certo senso – ogni cristallo giacente nelle viscere di un esopianeta, ogni lichene,  moscerino,  iguana, ogni spugnetta per lavare i piatti, ogni muro di mattoni ed ogni invenzione umana, in Lui con Lui e per Lui siedono alla destra di Dio Padre onnipotente, in eterno.

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