Il blog si trasferisce!

Da oggi tutti i nuovi post di questo blog saranno pubblicati sull’altro mio blog, Uno con una per sempre. Lì troverete anche tutti i post già pubblicati qui, completi di tutti i commenti, immagini, tags… Nulla andrà perduto :)

Anche la grafica del nuovo blog è pressoché identica a questo, quindi il nuovo ambiente vi risulterà del tutto familiare. Oltretutto, molti di voi già conoscono Uno con una per sempre. Per molti altri sarà l’occasione, mi auguro, di scoprire altri contenuti interessanti. Il sito infatti non è un semplice blog, ma contiene una grande quantità di risorse utili a chi desidera approfondire la realtà della relazione di coppia e le tematiche ad essa correlate, in una prospettiva cattolica.

Come sono giunta a questa decisione? Ecco, i due siti erano nel tempo diventati sempre più simili, ed ho pensato così che convenisse fonderli sotto un’unica testata. In questo modo, inoltre, i lettori abituali dell’uno avrebbero potuto scoprire i contenuti dell’altro. I due blog hanno sempre avuto un’amplissima area di tematiche comuni, del resto, quindi tenerli separati non aveva più molto senso.

Naturalmente, nei nuovi post, continuerò a occuparmi dei temi che trattavo in Pokankuni: la fede cristiana cattolica ed i suoi rapporti con l’attualità, la scienza, la cultura, e la vita quotidiana. Sia quelli già pubblicati che i nuovi saranno raccolti sotto la categoria “fede&cultura“, a cui potrete accedere rapidamente dal menu a destra dei post. Per questa ragione infatti posso affermare che si tratta in pratica di due blog fusi in uno solo, e non della chiusura di questo. Pokankuni continua il suo cammino: semplicemente, va a stare in una “casa” molto più ricca di stimoli!

I post che riguardano specificamente i temi dell’altro blog  – ovvero l’amore fra uomo e donna, il fidanzamento, il matrimonio, la vita di coppia, le tematiche familiari e bioetiche – apparterranno invece, a seconda dei casi,  alle categorie coppie&famiglia o bioetica&idee.

Ricordo che chi lo desidera può abbonarsi a Uno con una per sempre, e riceverà per posta elettronica le notifiche di ogni nuovo post in uscita.

Questo sito, su cui scrivo dal lontano 2007, resterà ancora aperto per il tempo necessario agli abbonati ed agli altri lettori di aggiornare i propri preferiti ;). Colgo l’occasione per invitare gli amici che nel tempo avevano incluso Pokankuni nei loro blogroll ad essere così gentili da aggiornare il collegamento. Grazie mille!

Ed ora, a tutti buona lettura!

Ecco la testata del blog che ospiterà i post di Pokankuni, d'ora in poi. Cliccando sull'immagine vi si accede direttamente!

Il Circo della Farfalla

Concedetevi una ventina di minuti di pace, e godetevi questo cortometraggio, denso di poesia e di profonda verità sull’uomo.

Notate in particolare che è solo in un clima di autentica accoglienza ed amicizia gratuita, che le persone fioriscono: scoprono cos’hanno da dare, e lo danno in pienezza.

E in più, è ben allestito, ben recitato, con belle musiche… il che certo non guasta!

Dedico il video in modo speciale ai miei studenti: alcuni di loro sono bruchi, altri già bozzoli…

Buon dispiegamento di ali, ragazzi. ;)

Susie, o del non abortire

Il video è in inglese, ma credo sia fruibile da tutti. Su YouTube ne esiste anche una versione in spagnolo e una in polacco. Ho trovato perfetta, fra l’altro, la rappresentazione dell’atteggiamento del ragazzo: mi piacerebbe che fossero gli uomini, infatti, a reagire di fronte a quel tipo di vigliaccheria così spregevole e così diffusa. Buona visione.

Amici di noi stessi, e del mondo

Thomas Moore (28 May 1779 – 25 February 1852),...

Thomas Moore (Wikipedia)


Imparando a scoprire e valorizzare
la nostra ordinarietà,
noi alimentiamo un atteggiamento amichevole
verso noi stessi e verso il mondo,
che è l’essenza di uno spirito sano“.

Thomas Moore (1779 – 1852).

In altre parole: ricetta infallibile per essere sempre scontenti di sé e del mondo è credersi in qualche modo speciali.

Proprio questo è uno dei più bei regali della vita, quando si passa la quarantina: a meno di qualche patologia nevrotica, si raggiunge – tutti quanti – l’evidenza di essere persone normalissime.

Ed è proprio allora che comincia la riconciliazione con se stessi e con il mondo intero: inizia come un armistizio, poi pian piano cresce la pace, e a sua volta questa diventa una cordiale amicizia.

Lo dice anche Mike Scott in una deliziosa piccola canzone:

Mike Scott at The Hague 2002 2

Mike Scott (Wikipedia)

I’m learning to love him
to love and forgive

I’m learning to trust him
to let the man live

I’m learning to see him
to see who he is

I’m learning to love
the beauty he is
I’m learning to hold
his life in my hands

I’m learning to love
me just as I am

Sto imparando ad amarlo, ad amare e perdonare
Sto imparando a fidarmi di lui, a lasciarlo vivere
Sto imparando a vederlo, a vedere chi è
Sto imparando ad amare la sua bellezza
Sto imparando a tenere la sua vita nelle mie mani
Sto imparando ad amare me così come sono

Potete ascoltare la canzone qui. La citazione di Moore l’ho trovata qui. La foto in basso è di Lewis W. Hine.

Lewis W Hine, electrician in powerhouse, 1925

 

La breccia

La Grazia di Dio è come un oceano trattenuto da una diga che è la nostra indifferenza, o idolatria, o egoismo. Per fare breccia nella diga, non c’è bisogno di trovare chissà quale modo: l’abbondanza e la pressione sono tali che qualsiasi fenditura – che sia praticata ad arte, o aperta con un colpo maldestro – serve allo scopo.

Se leggete del sorprendente progetto delle “Sentinelle del Mattino” di cui racconta don Piero Gheddo sul suo blog, ma vi fermate alla descrizione del metodo, forse pensate, come è capitato a me: non può funzionare. E’ troppo ingenuo, gli rideranno tutti in faccia, va già bene se non li cacciano a pedate. Ci vuole qualcosa di più sottile, di più sorprendente. Ed invece… funziona:

In certe notti confessiamo a fiumi. D’estate a volte siamo anche 15 sacerdoti che confessano fino alle due di notte.  In media, d’inverno abbiamo circa 100-150 giovani che vengono in chiesa, d’estate molti di più. Giovani che spesso da dieci, vent’anni non sono più entrati in chiesa. Sono serate di grazia e di grandi conversioni.

Non sto dicendo che non sia necessario cercare di fare le cose bene: dico solo che quando non facciamo nulla solo perché ci sembra di non aver trovato il modo giusto, sbagliamo. Il Signore aspetta soltanto  che facciamo qualcosa, che ci muoviamo: lo stile è un’esigenza nostra, non Sua.

[ Wave ]photo © 2007 Rachele Pettarelli | more info (via: Wylio)