08/02/2010

Se la vita si rianima: un libro e una tavola rotonda

dalla newsletter delle Edizioni ARES

TAVOLA ROTONDA  in occasione della presentazione in anteprima del volume

SE LA VITA SI RIANIMA

Cronache di bioetica & speranza  dall’ospedale di Eluana
di Giuseppe Baiocchi e Patrizia Fumagalli
Lecco, Martedì 9 febbraio 2010, ore 21
Auditorium casa dell’Economia
Camera di Commercio di Lecco – Via Tonale, 30

Interventi di:
Vico Valassi, Presidente della Camera di Commercio di Lecco
Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia
Giancarlo Cesana, Presidente della Fondazione IRRCCS
Biagio Allaria, Direttore  del Board scientifico di Medical Evidence Italia

Modera: Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire

Se la vita si rianima; se un malato dichiarato in stato vegetativo persistente, inaspettatamente si risveglia; se una persona gravemente menomata, scopre di poter vivere un’esistenza normale e stranamente felice: se accade ciò, noi siamo pronti ad accettarlo?

(dalla Prefazione di Giancarlo Cesana)

La «rianimazione» è, proprio nel sentire comune, una porta di vetro opaco che trasmette il brivido dell’ansia e dell’ignoto. E spesso non si coglie che, al di là, in un silenzio operoso, si muove una affiatata comunità di lavoro, che conquista di frequente guarigioni impensate, che allevia la sofferenza della vita in declinare, che accompagna con decoro il passaggio della morte.

(dalla Premessa degli Autori)

L’evento

La bioetica fa discutere. Infiamma il dibattito pubblico e legislativo. Ma che cosa significa nei fatti? Tutti i giorni presenta i suoi interrogativi morali nei reparti di terapia intensiva. Raccontarli nella concretezza della vita vissuta è la sfida del giornalista Giuseppe Baiocchi e del medico Patrizia Fumagalli nel volume Se la vita si rianima. Cronache di bioetica & speranza dall’ospedale di Eluana che spiega, attraverso casi emblematici, come nelle neuro rianimazioni si toccano con mano il dubbio e il rischio, la guarigione e il declino, nell’incessante ricerca del giusto equilibrio tra la potenza della medicina e il bene reale della persona soccorsa e curata. In un orizzonte in cui la vita non è soggetta al sapere scientifico, ma scova risorse e batte dei percorso suoi, spesso imprevisti e imprevedibili.
Le storie di cui si parla sono prese dall’esperienza vissuta all’ospedale di Lecco dove passò anche Eluana Englaro. E nell’anniversario della sua fine, per una riflessione sulla dignità della vita anche nel tempo della malattia, se ne parlerà proprio a Lecco. Martedì 9 febbraio, in occasione del lancio in anteprima del volume, avrà luogo, infatti, un dibattito pubblico che coinvolgerà, insieme con gli Autori, il presidente della Regione Lombardia, dott. Roberto Formigoni, il presidente della Fondazione IRCCS Cà Granda-Ospedale Maggiore di Milano, dott. Giancarlo Cesana, il prof. Biagio Allaria, direttore del board scientifico di Medical Evidence Italia e, fino al 2003, primario e direttore di dipartimento dell’Istituto dei Tumori di Milano, introdotti e moderati dal dott. Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire.

Il volume

Se la vita si rianima. Cronache di bioetica & speranza dall’ospedale di Eluana (pp. 128, € 12; in libreria dal 9 febbraio), con prefazione di Giancarlo Cesana, affronta il tema delicatissimo sul valore della vita nei tempi della malattia e della disabilità gravi, attingendo alla cronaca di una corsia di un reparto di Rianimazione e avvalendosi delle conoscenze scientifiche e dei giudizi etici degli autori.
Credits
L’incontro si terrà con il patrocinio della Camera di Commercio di Lecco presso il nuovo Auditorium Casa dell’Economia, in via Tonale 30, alle ore 21. Farà gli onori di casa e darà un indirizzo di saluto, il Presidente, Ing. Vico Valassi.
Sostengono l’iniziativa: il Centro Culturale Alessandro Manzoni e l’Associazione Liberi di educareLiberi di costruire; la FederVita Lombardia con il concorso particolare del Movimento per la Vita di Lecco.

Contatti
L’ufficio stampa delle Edizioni Ares è a disposizione per fornire ulteriore materiale e per eventuali contatti con gli Autori.
– Riccardo Caniato, responsabile: 02.29526156 (int. 202); 333.3584110; riccardo.caniato@ares.mi.it
– Alessandro Rivali: 02.29526156 (int. 204)

31/01/2010

Ciò che sta iniziando

Le persone intelligenti… sanno che il mondo è già finito tante volte. E’ tempo di pensare a ciò che sta iniziando. (Olga Sedakova)

13/01/2010

La buona stanchezza

Solo prendendo sul serio il cuore e la realtà ci si stanca, al contrario ci si stressa.

Quanto più il cuore lavora, tanto più riposa; quanto meno lavora,  tanto più ci stressiamo.

(p.Aldo Trento)

05/01/2010

Una preghiera per pregare

Signore Mio e Dio mio,
credo fermamente che sei qui,
che mi vedi, che mi ascolti.
Ti adoro con profonda riverenza.
Ti chiedo perdono dei miei peccati
e grazie per fare con frutto questa orazione.
Madre mia Immacolata,
san Giuseppe, padre e signore mio,
Angelo mio custode,
intercedete per me.

E’ la preghiera che san Josemarìa Escrivà insegnò e consigliò ai suoi figli dell’Opus Dei per iniziare l’orazione mentale quotidiana. Non tutti la usano, e non sempre; ma al di là delle preferenze personali, bisogna dire che… funziona.  :)   Intendo dire che aiuta davvero ad “entrare” nello spirito di orazione. Vorrei fare qualche personalissima osservazione su alcune parole di questa preghiera. Continua a leggere →

04/01/2010

La paura è l’esatto contrario della fede

La paura dell’­Eurabia­ sembra in verità solo un fatto conseguente a un fenomeno ancora più radicale: la secolarizzazione quasi totale di un paese che, fino all’ultima guerra, era cattolico o protestante, comunque cristiano. Un crollo: solo il 7 per cento dei cattolici oggi va a messa la domenica. Viene battezzato il 16 per cento dei bambini. Su nozze gay ed eutanasia l’Olanda­ è stata pioniera. ­”Dopo il Concilio Vaticano II – dice il professor Wim Peeters, insegnante al seminario della diocesi di Haarlem-Amsterdam – la Chiesa olandese­ è entrata in una crisi profonda. La generazione degli anni Cinquanta se n’è andata, e ha dimenticato di educare i suoi figli”. Nel 1964 anche l’insegnamento religioso nelle scuole­ è stato abolito. Due generazioni di olandesi hanno dimenticato l’alfabeto cristiano. Nel registro del seminario di Haarlem, il numero dei preti ordinati precipita alla fine degli anni Sessanta. Nel 1968, nemmeno uno. “­Io credo – dice Peeters – che non avremmo niente da temere dall’islam, se fossimo cristiani. E spesso sembra che gli olandesi oggi abbiano paura di tutto: di avere figli, come degli immigrati. Ma la paura è l’esatto contrario della fede

da In Olanda non c’è più posto per il bambino Gesù. O invece sì, di Marina Corradi, pubblicato su Avvenire lo scorso 23 dicembre. Il grassetto è mio.

Una chiesa di Amsterdam riflessa in una pozzanghera, nei giorni di Natale. Foto di AmsterS@m su Flickr